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mercoledì, 7 Ottobre, 2026

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Presentazione di “Una madre” di Vera Politkovskaja con Sara Giudice, oggi presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Roma

UNA MADRE 

La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja (Rizzoli)

di Vera Politkovskaja

Interviene con l’autrice Marino Simbaldi

Lunedì 20 febbraio 2023, ore 18.30
Sala Ospiti – Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
Viale Pietro de Coubertin, 30 – Roma

Ingresso gratuito previo ritiro voucher fino ad esaurimento posti disponibili 

E' necessario scaricare il biglietto registrandosi sul sito www.ticketone.it o presso botteghino dell’Auditorium Parco della Musica. Il biglietto è valido per l'ingresso, con fila prioritaria, entro e non oltre 10 minuti prima dall’orario di inizio dell’evento. Trascorso tale termine il biglietto perde la sua validità, e priorità in ingresso viene data a chi sia eventualmente in fila d’attesa.

Descrizione

«Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune. Scriveva la verità, nuda e cruda, su soldati, banditi e civili finiti nel tritacarne della guerra. Parlava di dolore, sangue, morte, corpi smembrati e destini infranti.»

Giornalista di “Novaja Gazeta”, uno dei principali quotidiani dell’opposizione russa, Anna Politkovskaja ha raccontato fino alla sua morte la seconda guerra in Cecenia, la corruzione, i delitti e le omertà della Russia di Putin. Il 7 ottobre 2006, quando è stata uccisa nella sua casa nel centro di Mosca, il suo volto è diventato il simbolo della libertà d’espressione. Sua figlia Vera aveva ventisei anni e da quel giorno si è battuta insieme al fratello Il’ja per avere giustizia. Ha vissuto sulla sua pelle tutte le lentezze e le ambiguità della macchina della giustizia russa, le informazioni contraddittorie, le ipotesi più assurde. E soprattutto ha lottato per ricordare la lezione della madre: “siate coraggiosi e chiamate sempre le cose con il loro nome, dittatori compresi”. Dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, il cognome Politkovskaja è tornato a essere oggetto di minacce di morte al punto da doversi trasferire in una località segreta con la famiglia. Ha scritto questo libro perché sua figlia, la nipote che Anna non ha mai conosciuto, e il mondo intero possano ricordarsi sempre la storia unica di una donna che non ha mai nascosto il suo dissenso per la politica di Vladimir Putin e che non ha avuto paura di denunciare le violazioni dei diritti umani in Russia compiute da un ex ufficiale del Kgb diventato l’artefice di un minaccioso disegno imperiale.

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