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lunedì, 15 Aprile, 2024

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“Para Surfing: all’insegna dell’Inclusione e Integrazione Sociale” di Daniele Cardia

«Noi siamo i giovani,
i giovani più giovani,
Siamo l’esercito,
l’esercito del surf»
“L’esercito del surf” – Brano di Catherine Spaak

Il lungo mare di Mandriola, nel litorale di “Capo Mannu” sulla spiaggia di Putzu Idu” a San Vero Milis (OR), nella penisola del Sinis; dal 20 al 22 ottobre, è stato assalito da centinaia di giovani (e non solo) surfisti, provenienti da tutta Europa, per “La Sagra del Surf 2023”.

Una particolare attenzione del programma del Festival, è stato dedicato all’aspetto di promozione sociale, di Inclusione ed Integrazione. Infatti, si sono svolte anche attività di “Para Surfing” (Adaptive Surfing).

Il Para Surfing o surf adattivo è una forma di surf, in cui il surfista con disabilità adopera una tavola per cavalcare un’onda con delle piccole varianti, in base alla propria disabilità. Dal 2015 vengono organizzati anche i Campionati del Mondo, ospitati dall’International Surfing Association (ISA). Questo sport è piuttosto giovane, quando nel 2001 è stato ideato da: Jesse Billauer, un aspirante surfista professionista, che ha subito una lesione al midollo spinale nel 1996.Alla “Sagra del Surf” a Capo Mannu, lo scorso fine settimana era presente uno degli organizzatori dell’evento e Team Manager della Nazionale di Para Surfing: Sergio Cantagalli; ma anche, un Tecnico della Nazionale Italiana di Para Surfing: Vincenzo Ingletto (Tecnico della Nazionale da tre anni).

Che cos’era esattamente “Blue Fest – Sagra del surf”? E come è andata la giornata?

SERGIO CANTAGALLI

«Un successo per noi organizzatori, e speriamo anche per chi ha partecipato, nonostante una perturbazione nella giornata di venerdì, che magari per noi surfisti va anche bene, ma non per gli altri sport presenti o per chi volesse semplicemente vivere la spiaggia.

In questo programma dei tre giorni, non c’è mancato nulla. Al di là, della pioggia, poi c’è stato il sole, poi il vento. E si sono potute fare tutte quelle attività sportive per noi fondamentali e non solo il surf. Il meteo ha penalizzato quelle “street” sul lungo mare, ma il programma ci ha permesso di sviluppare due giorni con un meteo più disponibile. Sabato sono stati effettuate attività ludico-sportive, e la sera due concerti importanti. Poi, domenica con un meteo nettamente migliore, abbiamo avuto una grossa partecipazione di pubblico. Al di là del meteo, credo che il successo della manifestazione sia dovuta al grosso seguito. I nostri temi, al di là della sensibilizzazione al mare e alla natura, credo sia stato il messaggio di quest’anno, cioè il tema dell’Inclusione. Non solo nello sport, ma in una visuale più ampia in generale.

Abbiamo raggiunto l’obiettivo, noi abbiamo proposto l’inclusione in diverse tematiche, principalmente con lo sport, non solo per la disabilità, ma per chiunque abbia di difficoltà di vivibilità. E noi, ci proponiamo di ripeterlo il prossimo anno, e avere la possibilità di vivere al meglio».

Il “Para Surfing” come funziona?

VINCENZO INGLETTO

«La metodologia del Para Surfing è l’uso di attrezzature specializzate, che possono essere adattate alle persone con disabilità, per questo prende il nome di (Adaptive Surfing), e questo consente loro di sperimentare il Surf in modo sicuro ed empatico. L’obiettivo di questo progetto è eliminare le barriere architettoniche e creare maggiore Inclusione sia nello sport che nella Società in generale. noi cerchiamo di capire il problema fisico o sensoriale, e lo facciamo funzionare nella nostra specialità. Con delle “tavole” particolari, inventiamo delle attrezzature. Un mondo totalmente alternativo0 anche nella sperimentazione della tecnica. Nell’ambiente, ad esempio, per quei ragazzi con disabilità visiva, “il blind”, noi sperimentiamo tutti giorni, nuove tecniche con i ragazzi. Stessa cosa, quando andiamo a fare una gara internazionale, ci troviamo a confrontarci con cento atleti con cento tavole tutte diverse. Non esiste un modello specifico, per questo si chiama Adattato, per essere adattato per le proprie esigenze di ognuno. Esistono tante categorie per ciascuna disabilità, anzi anche più di una a volte. Fra poco partiremo ai Mondiali in California, invece a luglio, siamo arrivati secondi ai Campionati Europei, siamo arrivati dietro, solo al padrone di casa e Campione del Mondo».

Il mio motto è: non piangersi addosso, lamentarsi è inutile.
(Bebe Vio)

Daniele Cardia

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