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mercoledì, 28 Febbraio, 2024

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Il silenzio colpevole sui 365 milioni di cristiani perseguitati nel 2023

Lo storico ebreo Mark Knobel sull’ultimo rapporto sulla strage di cristiani e l’indifferenza occidentale

Ogni anno, dal 1993, l’ong Portes Ouvertes pubblica un “Indice mondiale della persecuzione dei cristiani”. L’edizione 2024, messa online mercoledì 17 gennaio 2024, riporta che nel 2023 sono stati perseguitati 1 cristiano su 5 in Africa, 2 cristiani su 5 in Asia e 1 cristiano su 16 in America latina. Altri dati diffusi dall’ong mostrano che nel 2023 sono stati uccisi 4.998 cristiani, più di 13 al giorno. 14.766 chiese sono state prese di mira, bruciate o distrutte, un numero record. 4.125 cristiani sono stati arrestati, più della metà dei quali in India, e 3.906 cristiani sono stati rapiti, di cui 3.300 in Nigeria. In 30 anni, il numero di paesi colpiti da queste violenze è quasi raddoppiato, passando da 40 a 78 (…). Ci sono argomenti che suscitano tutta l’attenzione, tutte le denunce e tutte le tensioni. Ce n’è invece un altro che suscita scarso interesse. Peggio ancora, la sola menzione della persecuzione religiosa dei cristiani in molti paesi sembra mettere a disagio molti commentatori. Per paura di suscitare incomprensioni? Per paura di accennare a possibili problemi? Per paura di puntare il dito contro alcuni paesi, governi o altri credenti? È come se la questione non esistesse affatto, o solo in misura molto limitata (…). È compito delle nostre democrazie esercitare pressioni affinché queste discriminazioni, profanazioni e persecuzioni cessino. Se le persone sono perseguitate nella loro vita quotidiana a causa della loro fede e le democrazie non protestano o non intervengono diplomaticamente, gli stati canaglia, i dittatori di ogni tipo, le organizzazioni complici, i gruppi armati jihadisti, e gli islamisti in particolare, trarranno indubbiamente vantaggio dal nostro silenzio. Un silenzio colpevole che ignora l’orrore e sopporta il peggio.


Fonte: Il foglio quotidiano

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