
È trascorso un anno dal 15 novembre 2024 da quando il cooperante italiano Alberto Trentini è stato arrestato in Venezuela, detenuto presso il carcere El Rodeo I nei pressi di Caracas, senza che fosse formalizzata una specifica accusa. Le organizzazioni per i diritti umani parlano di detenzione “arbitraria” e la madre lancia un appello «Non si è fatto ciò che era dovere» al governo italiano.
Chi è Alberto Trentini
Alberto Trentini, 46 anni, originario del Lido di Venezia, operatore umanitario con lunga esperienza internazionale — ha lavorato in diversi paesi d’America Latina, Asia e Africa — era da ottobre 2024 in Venezuela per l’ONG francese Humanity & Inclusion, impegnata a favore delle persone con disabilità.
L’arresto e la detenzione
Il 15 novembre 2024, mentre viaggiava da Caracas verso Guasdalito (nello Stato di Apure), Trentini è stato fermato da un posto di blocco delle autorità venezuelane.
Da quel momento è detenuto nel carcere El Rodeo I, vicino a Caracas, in condizioni di isolamento, con contatti estremamente limitati con la famiglia, gli avvocati e i rappresentanti consolari.
Il governo venezuelano non ha fornito dettagli su accuse precise: viene vagamente evocata la nozione di “cospirazione”, mentre non è stata formalizzata una accusa precisa e non è stato indicato un processo trasparente.

