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martedì, 16 Aprile, 2024

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Diocesi Bergamo. Beschi pubblica la “Lettera Circolare”

“In questi anni, gran parte del mio tempo è occupato dalla visita pastorale in forma di pellegrinaggio”. Inizia così la “lettera circolare” di Mons. Francesco Beschi alla Chiesa di Bergamo. La visita pastorale del vescovo terminerà nel 2026.

Il presule parla di Vicariati locali, i quali oggi hanno dato vita alle Comunità Ecclesiali Territoriali; parla delle fraternità presbiterali, ecc.. Si tratta di parole, tecnicismi che non hanno nulla a che vedere con la realtà. Ogni diocesi, e in particolare ogni vescovo, porta nelle singole realtà il proprio io e la smania di protagonismo. Basta superare il confine di una diocesi per vedere cambiati i nomi: vicarie, comunità, unità pastorali, ecc…Alla faccia dell’unità. In questi anni Francesco Beschi ha preferito “peregrinare” per le parrocchie della diocesi di Bergamo cercando il sorriso e le parole di apprezzamento dei fedeli laici. Persone che si accontentano certamente del sorriso e della parola benevola del vescovo, il quale poi alza i tacchi e torna in episcopio. 

Il suo compito, però, Beschi non lo ha saputo compiere affatto. Sì, perchè compito del vescovo è quello di stare con i propri preti ed ascoltarli. La soluzione non è quella di affidare tutto al proprio vicario (peraltro incompetente) e giocare a fare il principe barricato nella propria bolla. In questi anni il seminario di Bergamo, una delle realtà più fiorenti nel più breve passato, è divenuto un luogo quasi deserto e con numerose problematiche per quanto riguarda la comunità educante. 

Beschi però parla di comunità vocazionali e comunità sicomoro. Il seminario minore lo abbiamo chiuso ma portiamo avanti delle comunità deformate dove poter inserire laici per poter formare i futuri preti. Questo è ciò a cui stiamo andando incontro. Vista la carenza di seminaristi, però, Beschi pensa ai ministeri istituiti. I seminaristi che vogliono intraprendere un cammino serio di formazione vengono allontanati; allo stesso tempo, però, vengono fatti rientrare dalla finestra con queste formule dei ministeri istituiti. 

Le fraternità presbiterali sono assolutamente anacronistiche e non hanno alcun senso per quella che è la vocazione secolare del presbitero diocesano. Ancora una volta abbiamo a che fare con vescovi che non comprendono quali sono le diverse esperienze di vita alle quali il Signore chiama. Se un sacerdote si sente chiamato a vivere una vita comunitaria, non può certo cercare questo stile di vita nel presbiterio diocesano. Esistono quelle che già sono Fraternità, esistono gli ordini religiosi.

Anche la diocesi di Bergamo ha un vescovo che si è dimostrato incapace di coltivare un rapporto con il proprio clero. Dal 2009 Beschi si trova a Bergamo e la Nunziatura non saprebbe dove spedirlo altrimenti. Il dramma è che fino ai 75 anni, quindi altri 3 anni, bisognerà tenerlo lì.


Fonte: Diocesi Bergamo. Beschi pubblica la “lettera circolare”. Un episcopato nauseabondo. | Silere non possum

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