Lutto nel giornalismo: addio a Giancarlo Santalmassi, volto storico del Tg2. Aveva 83 anni. Qui il ricordo di Paola Severini Melograni:
Nel 2008, Giancarlo Santalmassi torna a dirigere Radio 24, la radio della Confindustria. Da subito decide di rischiare su una coppia inedita e molto particolare: Piero Melograni e Paola Severini.
Sono insieme da diversi anni, ma non potrebbero essere più diversi. Li separano 26 anni d’età e, soprattutto, percorsi professionali molto distinti: lei, giornalista attenta ai temi della disabilità; lui, uno dei più grandi storici italiani del tempo.
La trasmissione che nasce si chiama Lettere d’amore. È un esperimento audace, originale, riuscitissimo. I due leggono lettere autentiche: lui quelle scritte da uomini, lei quelle di donne. A volte addirittura si cimentano in scambi epistolari inusuali, come una lettera di un padre al compagno della figlia, interpretata ovviamente da Piero con la voce maschile.
Era un gioco, uno spettacolo, ma anche qualcosa di profondo: un po’ Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, ma alla radio, con ironia, complicità e intelligenza. Il programma fu un grande successo.
Ho voluto raccontare questa esperienza lavorativa per spiegare a chi ci legge chi fosse davvero Giancarlo: un innovatore, un giornalista che sapeva il fatto suo, sempre avanti, mai banale.
La sua carriera è stata segnata dai grandi avvenimenti del nostro Paese: dal rapimento di Aldo Moro alle più attente e accurate occasioni di approfondimento, sempre realizzate con maestria, correttezza, competenza e una signorilità rara. Uno stile che, purtroppo, oggi si è in gran parte perduto.
A differenza di molti suoi colleghi, cosiddetti “reduci” della Rai e delle altre radio, Giancarlo ha scelto il silenzio. Forse perché la sua indipendenza di pensiero e la sua autonomia professionale gli avrebbero creato nuovi ostacoli. Ma quel suo stile, quel suo esempio, resta un modello per tutti noi che facciamo questo mestiere.
Ed è per questo che domani mattina sarò alla Chiesa degli Artisti, per dargli l’ultimo saluto e ringraziarlo. Per avermi fatto vivere uno dei periodi più appassionanti, divertenti ed entusiasmanti della mia vita.
Che la terra ti sia lieve, Giancarlo.
