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venerdì, 16 Ottobre, 2026

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Denatalità, Gigi De Palo: “Dobbiamo arrivare a 500mila nuovi nati all’anno entro il 2030”

1,4% è la quantità del Pil impegnato nei sussidi per le famiglie in Italia. Il nostro paese, infatti, è tra coloro che spendono di meno per le politiche del welfare familiare. Meglio di Portogallo e Spagna, rispettivamente 1,2% e 1,3% ma peggio di Grecia (1,8%), Germania (2,4%), Francia (2,7%) o Finlandia (2,8%). 

Secondo i dati forniti negli ultimi anni dal Forum nazionale delle associazioni familiari, la crescita per le famiglie in Germania è stata di oltre il 55%, in Francia del 15% mentre per  l’Italia l’aumento è del circa 20%.

Gigi de Palo, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari spiega “Se si destina alle famiglie una percentuale di Pil maggiore, automaticamente ci saranno effetti sulla natalità” prosegue, “la Francia è un caso storico, la Germania sta investendo molto in questo periodo; noi invece stiamo decidendo di non contare nulla economicamente nei prossimi anni. Nella classifica della ricchezza, Francia e Germania rimarranno in alto. L’Italia invece dall’ottava posizione attuale scivolerà oltre la venticinquesima, superata anche dalla Svezia. È un tema che ci deve preoccupare”.

Le previsioni di De Palo fanno riferimento ad uno studio pubblicato sul Lancet a cura di Emil Vollser e altri nel quale si pronostica come nel 2030 l’Italia raggiungerà il nono posto per il Pil, scendendo poi al sedicesimo nel 2050 e al venticinquesimo nel 2100. 

“La questione demografica è una questione economica” sottolinea De Palo “La spesa sociale in Italia ogni anno aumenta e ne utilizziamo la maggior parte per le pensioni. Ciò ci deve preoccupare. Dobbiamo darci un obiettivo per fare in modo che non crolli tutto, sistema pensionistico, sanitario, welfare e Pil: dobbiamo arrivare a 500mila nuovi nati all’anno, dai 390mila di oggi entro il 2030”.

Il governo attuale giudica la questione demografica come una priorità assoluta indicando il pacchetto famiglia introdotto nell’ultima manovra. 

Per il presidente questo è positivo a cui però bisogna far seguito un passo importante: un assegno familiare più impattante. 

“L’assegno unico non è stato risolutivo […] la prossima legge di bilancio sarà determinante” insieme ad una riforma fiscale che tenga conto della composizione famigliare “si devono pagare le tasse in base al reddito, tenendo conto anche dei carichi familiari. Le famiglie non vogliono mance ma equità fiscale. Quei figli pagheranno la pensione di tutti” conclude De Palo.


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