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domenica, 14 Aprile, 2024

fondato e diretto da Paola Severini Melograni

“Violenza” di Paolo Cendon

Nessuno, di fronte alle donne, è più arrogante, aggressivo e sdegnoso dell’uomo malsicuro della propria virilità.

Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi; è l’indifferenza dei buoni.

Quando si violentano, picchiano, storpiano, mutilano, bruciano, seppelliscono, terrorizzano le donne, si distrugge l’energia essenziale della vita su questo pianeta. Si forza quanto è nato per essere aperto, fiducioso, caloroso, creativo e vivo a essere piegato, sterile e domato.

L’unico uomo che può metterci le mani al collo è il gioielliere.

L’uomo debole compensa con la violenza ciò che gli manca in forza.

Il mostro non dorme sotto il letto. Il mostro può dormire accanto a te.

Il motto del violento: “Vivi e lascia lividi”.

Ricordiamo che il colore dell’amore è rosso passione, non viola tumefatto.

Gli uomini sono così stupidi che una violenza ripetuta finisce per sembrargli un diritto.

La violenza ha molti mezzi per nascondersi, inclusa la tenerezza.

Un atto violento perfora l’atmosfera creando una crepa attraverso la quale la corrente fredda e umida del suo ricordo soffia per sempre

Tra la forza e la violenza non c’è che lo spessore di un ago.

Certi uomini non sono capaci di far male ad una mosca soltanto perché non sono in grado di acchiapparla.

– Maestro, cosa ne pensi della violenza?

– Che è stupida.

– E della stupidità?

– Che è violenta.

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