Articoli filtrati per data: Novembre 2020

    In occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina Diritti Umani intende riflettere su una tematica dolorosa e, purtroppo, sempre attuale che è quella della violenza sulle donne.


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    Potete seguirlo in diretta sul canale WebTV del Senato venerdì 27 novembre ad ore 11.


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    Nella lotta contro la violenza sulle donne molti sono ancora i muri da abbattere, primo fra tutti quello dell'omertà e del silenzio.
    Il progetto "I MURI DEL SILENZIO", nato lo scorso anno con una Mostra Fotografica allestita alla Camera dei Deputati, Palazzo San Macuto a Roma, diventa quest'anno un libro fotografico in edizione limitata, il cui ricavato andrà a sostegno di donne vittime di violenza.
    Se ne parlerà oggi in occasione della "Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne" con la promotrice del progetto Giusy Versace, la fotografa Mjriam Bon e alcuni dei tanti amici e personaggi noti che hanno prestato il proprio volto.


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    Iniziativa in collaborazione con Soroptimist, già attiva su piattaforma


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    Un racconto in 4 episodi per celebrare la forza e il coraggio di donne che hanno saputo riscrivere il loro futuro  

    Ascolta il podcast da oggi in esclusiva su
    https://www.audible.it/ep/actionaid?source_code=AITtm283111920013H  


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    Il 10% degli adolescenti maschi pensa che in Italia si parli troppo di violenza contro le ragazze, di contro il 70% delle ragazze dichiara di aver subito molestie e apprezzamenti sessuali in luoghi pubblici e il 64% si è sentita a disagio per commenti, comportamenti o avance da parte di un adulto di riferimento.

    Ancora troppo poche le ragazze che denunciano episodi di molestie: il 29% fa finta di niente per paura della reazione e il 21% per vergogna. Più di una adolescente su dieci pensa che le vittime di violenza sessuale possano contribuire a provocarla con il loro modo di vestire e/o di comportarsi. 

    In occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, Save the Children rende noti i risultati di un’indagine condotta per proprio conto da Ipsos su un campione di adolescenti tra i 14 e i 18 anni in Italia. Necessario investire nei sistemi di protezione, ma soprattutto in un’educazione che azzeri il divario di opportunità tra i due sessi che genera gli stereotipi e in ultima istanza la violenza sulle donne.


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    Conferenza Episcopale Italiana: il testo è frutto di una riflessione collegiale e sinodale dei nostri Pastori. E propone una lettura biblico-sapienziale di questo tempo.


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    Con il termine romanipen si indica l’identità e la cultura della popolazione romanì i cui membri sono dispregiativamente definiti dai gagé (non rom, termine altrettanto dispregiativo) come “zingari”. Da ciò si evince che “zingari” e “gagé” sono vocaboli che sottendono un conflitto che andrebbe superato con la conoscenza e il dialogo. La popolazione romanì è costituita da cinque gruppi principali che si autodeterminano come: rom, sinti, kale, manouches e romanichals. All’interno di ciascun gruppo ci sono tantissime e diversissime comunità che hanno stile e modelli di vita e culturali differenti.  E’ una popolazione transnazionale che si presenta come un’ infinito antropologico ma nell’immaginario collettivo viene ridotto a stereotipo. I gruppi e le comunità traggono origine dalle regioni a Nord Ovest dell’India: Rajasthan, Valle del Sindh, Uttar Pradesh, Punjab. Per diversi motivi, ma soprattutto a causa delle deportazioni gaznavide dell’XI secolo, attraversarono la Persia, l’Armenia, l’Impero Bizantino prima di arrivare in Europa (XV secolo). Con le deportazioni degli Stati europei arrivarono nelle colonie dell’America del Nord e del Sud e in Australia. La popolazione romanì parla la lingua romanì o romanès che è una lingua neo indiana che si è diramata in tantissimi dialetti, tanti quanti sono le comunità presenti in tutti i continenti con circa 22 milioni di persone. I diversi gruppi sono presenti in Europa con circa 12 milioni di persone e in Italia con circa 180 mila individui. Di quest’ultimi almeno il 60% sono di cittadinanza italiana. Si dividono in circa 50/55mila rom di antico insediamento che popolano le regioni del Sud Italia e circa 50/55mila sinti di antico insediamento che popolano le regioni del Centro Nord Italia. I rom italiani di antico insediamento arrivarono nel Regno di Napoli e nello Stato Pontificio tra la fine del XIV secolo e il XV secolo.  I sinti italiani di antico insediamento arrivarono nel XV secolo; il primo documento del loro arrivo a Bologna risale al 22 luglio 1422. I rom e sinti italiani vivono in casa, i sinti circensi e giostrai vivono invece in comode roulottes o campers poiché seguono in maniera itinerante il loro lavoro. Circa 70mila rom sono arrivati in Italia recentemente a partire dagli anni Settanta ad ondate successive dai territori dell’ex-Jugoslavia, dalla Romania e ultimamente dalla Bulgaria. Sono i rom di recente immigrazione ad essere senza cittadinanza italiana e che vivono in condizioni difficili nei campi nomadi appositamente costruiti per loro. Sono luoghi di segregazione che non rispondono ad esigenze culturali o sociali ma sono ghetti ripugnanti che alimentano interessi particolari di chi gestisce queste pattumiere sociali come Mafia Capitale ha ampiamente dimostrato. Un Paese civile non può e non deve tollerare forme di apartheid. I gruppi romanès non sono nomadi per cultura come la disinformazione dilagante fa credere. Gli slogan romfobici non aiutano il processo di interazione e di inclusione ma nascondono interessi politici, mediatici, sociali ed economici di parte. Molti rom e sinti italiani sono già inclusi (spesso relegati in quartieri ghetti) ma non sono né conosciuti né tantomeno rispettati a causa di diffidenza e pregiudizi. La realtà è mistificata e l’errore del singolo porta irrimediabilmente alla condanna di un’intera popolazione. L’opinione pubblica sa poco o nulla della  popolazione romanì. La romanipen dunque è “nascosta” o “invisibile”. Il termine contiene in sé tutti gli elementi essenziali del mondo romanò: rom è sostantivo e significa “uomo, essere umano”; è anche un etnonimo ovvero il modo in cui un popolo definisce se stesso; romanì è aggettivo femminile singolare e si declina in romanò, romanè, romanià. Cardini essenziali della romanipen sono alcuni concetti basilari che riflettono una visuale di vita dualistica: il concetto di puro/impuro, di onore/vergogna e di felicità/infelicità. Questi concetti contrapposti si collegano alle due entità spirituali Devel (Dio) e Beng (diavolo), alle forze del bene (mistipen) e del male (nafel) e alle due entità del destino baxt (fortuna, felicità) e bibaxt (sfortuna, infelicità) che intervengono a regolare, a disciplinare e a condizionare ogni aspetto dell’esistenza. Le norme morali tradizionali (romanì kris) e il galateo romanó sono scrupolosamente osservati all’interno di ciascuna comunità e garantiscono: il rispetto, la cordialità, la convivialità, la solidarietà e l’ospitalità. La visione dualistica dell’universo si estende su ogni aspetto dell’esistenza romanì: dall’igiene personale al corpo umano, dalla preparazione dei cibi alla salute, dall’erboristeria alla magia. A presto e un saluto caloroso e fraterno in lingua romanì: But baxt ta sastipen! Con tanta salute e fortuna/felicità.

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    Liquigas, societa' di distribuzione di GPL e GNL, rafforza il proprio impegno a favore dell'educazione delle giovani generazioni attraverso una nuova edizione del proprio progetto didattico "1,2,3... Respira", il percorso educativo pensato per creare maggiore conoscenza e consapevolezza sui temi della qualita' dell'aria e delle fonti energetiche disponibili.


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    Per ragioni di sicurezza, quest’anno nei supermercati italiani non verranno raccolti direttamente gli alimenti, ma si potranno acquistare dal 21 novembre all’8 dicembre delle “gift card” da 2, 5 e 10 euro, il cui valore sarà convertito in cibo non deperibile che verrà distribuito alle circa 8mila strutture caritative convenzionate che sostengono oltre 2.100.000 persone. 

    I punti vendita aderenti in Piemonte a questo link: https://www.bancoalimentare.it/it/node/5480

    Le card possono essere acquistate anche sul sito www.mygiftcard.it, dove sono già disponibili.

    24° GIORNATA NAZIONALE DELLA COLLETTA ALIMENTARE: QUEST’ANNO LA SPESA SI FA CON LE CARD

    L’iniziativa storica del Banco Alimentare vedrà quest’anno una Colletta “dematerializzata”: dal 21 novembre all’8 dicembre si potranno acquistare alle casse dei supermercati card da 2, 5 e 10 euro che saranno trasformate in cibo per le tante persone in difficoltà “Cambia la forma, non la sostanza” della 24esima Giornata Nazionale della Colletta Alimentare: quest’anno nei supermercati italiani si potranno acquistare dal 21 novembre all’8 dicembre delle “gift card” da 2, 5 e 10 euro. A fine Colletta il valore complessivo di tutte le card acquistate sarà convertito in cibo non deperibile come pelati, legumi, alimenti per l’infanzia, olio, pesce e carne in scatola e altri prodotti che servono maggiormente. Tutto sarà consegnato alle sedi regionali del Banco Alimentare e verrà distribuito con le consuete modalità alle circa 8mila strutture caritative convenzionate che sostengono oltre 2.100.000 persone.

    Le Card prendono quindi il posto degli scatoloni e diventano i “contenitori” della spesa. Una spesa che quest’anno non può più essere donata fisicamente, per ragioni di sicurezza sanitaria. Il passaggio di beni di mano in mano sarebbe troppo rischioso. Per le stesse evidenti ragioni di sicurezza non ci potranno essere i consueti gruppi di volontari entusiasti (145 mila fino allo scorso anno) nei supermercati, che saranno comunque presenti nella giornata di sabato 28 novembre, seppure in numero ridotto.

    La storica iniziativa del Banco Alimentare oltre ad essere “dematerializzata” non si esaurirà in una sola giornata, ma per 18 giorni (dal 21 novembre all’8 dicembre) le card saranno in distribuzione nei punti vendita che aderiranno alla Colletta e potranno essere acquistate on line sul sito www.mygiftcard.it, dove sono già disponibili.

    “L’impegno di questi mesi ha prodotto risultati concreti permettendoci di affrontare anche l’aumento del bisogno, mettendo in campo mezzi, volontari, personale, innovazioni nelle modalità operative, potenziamento della rete sul territorio. Cambiamenti che hanno modificato e modificano ogni giorno il nostro modo di lavorare”, afferma Salvatore Collarino, presidente di Banco Alimentare del Piemonte.

    NUMERI e PARTNER

    Nel 2019 con la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare sono state raccolte in Piemonte 770 tonnellate di cibo che si sono trasformate in 1.4 milioni di pasti per persone bisognose. La Colletta Alimentare, gesto con il quale Banco Alimentare aderisce alla Giornata Mondiale dei Poveri 2020 indetta da Papa Francesco, è resa possibile grazie alla collaborazione di volontari aderenti all’Associazione Nazionale Alpini, all’Associazione Nazionale Bersaglieri, alla Società San Vincenzo De Paoli, alla Compagnia delle Opere Sociali e altre associazioni caritative.

    Per consultare i punti vendita aderenti visita il sito www.collettaalimentare.it

    Banco Alimentare del Piemonte

    Banco Alimentare del Piemonte promuove il recupero delle eccedenze alimentari dal campo alla ristorazione aziendale e la loro redistribuzione oggi a circa 600 Strutture Caritative che assistono 107.469 persone bisognose in Piemonte. Nel 2020 ha già distribuito sul nostro territorio 5.034 tonnellate di alimenti.

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