Alessandra Locatelli, ministro della disabilità, recentemente è intervenuta al Forum delle associazioni familiari nella quale ha avanzato la proposta per la detassazione per disabili, famiglie fragili e con figli disabili, nonché la necessità di revisione della Legge 68/99, la legge per l’inclusione lavorativa dei lavoratori con disabilità.
Secondo il suggerimento del ministro, nella nuova riforma fiscale dovrebbero essere inserite nuove detrazioni per le famiglie più fragili e con persone con disabilità, in modo da alleviare il loro carico fiscale, intervento che potrebbe contribuire a migliorare nettamente le condizioni di vita dei disabili ma anche dei familiari che prestano cure e assistenza.
Inoltre, ha anche parlato della necessità, secondo la sua opinione, di un rinnovo della Legge 68/99 per l’inclusione lavorativa dei lavoratori disabili con strumenti più flessibili per inserire le persone con disabilità e accompagnarle nel mondo del lavoro, valorizzandone tutte le esperienze.
Interventi che anche l’Unione Europea richiede da tempo, così da riformare il sistema assistenziale italiano in modo da rispondere pienamente ai principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.
In corso di cambiamento sono invece le modalità di riconoscimento di indennità e aiuti per gli invalidi, generalmente riconosciuti in maniera e misura differente a seconda della percentuale di invalidità di ogni soggetto. Le percentuali però, secondo le ultime notizie, potrebbero essere presto sostituite da nuovi parametri appositamente stabiliti in tabelle europee, ancora in fase di definizione, in linea con le disposizioni della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.
L’iter per la stesura dei decreti per l’operatività alla Legge Delega sulla Disabilità ha l’obiettivo, spiega la ministra, di riformare il sistema della disabilità, intervenendo sulla definizione stessa di disabilità e sulle procedure di riconoscimento di invalidità, handicap e Legge 104.
I decreti riguardano principalmente due misure cardine del provvedimento che sono la valutazione di base, per una revisione delle procedure di accertamento dell’invalidità civile, e le modalità di attuazione della valutazione multidimensionale per l’elaborazione di un unico modello di Progetto di Vita.
E al momento, ci sono già stati dei movimenti riguardo la procedura di richiesta dell’invalidità civile, che diventa più semplice, infatti la domanda di invalidità civile si può d’ora in poi inviare online insieme alle cartelle cliniche su un nuovo portale senza dover necessariamente sostenere apposita visita.
Tutte le certificazioni necessarie potranno essere allegate anche dal medico certificatore o dal Patronato a cui ci si rivolge per presentare richiesta di invalidità e per allegare le certificazioni direttamente sul sito dell’Istituto bisogna accedere alla propria area personale inserendo le proprie credenziali Spid, Cie (carta d’identità elettronica) o Cns (carta nazionale dei servizi).
A queste novità, se ne prospettano altre per quanto riguarda, invece, il ddl anziani. Sono state messe a punto delle misure per permettere alle persone anziane di continuare la propria vita e le proprie cure presso la propria abitazione, tramite un progetto assistenziale individualizzato (PAI) che definisca tutte le prestazioni sanitarie, sociali e assistenziali necessarie per la persona anziana, e che le procedure per valutare se una persona anziana è autosufficiente siano semplificate e integrate.
Entro il 2024 dovranno, dunque, essere adottate misure per promuovere il cosiddetto l’invecchiamento attivo e l’inclusione sociale delle persone anziane, insieme a forme di coabitazione solidale tra anziani e di coabitazione intergenerazionale, soprattutto in case famiglia o condomini solidali e si tratterebbe di spazi aperti ai familiari, ai volontari e a chi presta servizi sociosanitari.
Infine, verrà costituito il nuovo assegno unico per gli anziani, sostegno economico che incorporerà l’indennità di accompagnamento e altre misure di aiuto per anziani non autosufficienti, totalmente o parzialmente, con Legge 104, considerando non autosufficienti le persone affette da una situazione patologica che non permette di svolgere autonomamente le funzioni essenziali della vita quotidiana; chi ha bisogno di aiuto per esempio, per lavarsi, vestirsi o preparare pasti e mangiare.
