Da Women 20 la sfida ai leader mondiali per la parità di genere, fondamentale soprattutto in un momento in cui la crisi pandemica non ha fatto che incentivare l'aggravarsi delle questioni femminili. Per aprire gli occhi sulla gravità della situazioen è sufficiente guardare ai numeri Istat sui posti di lavoro persi nel 2020.  Per questa ragione il messagio del gruppo, di cui Linda Laura Sabbadini si fa portatore, è che le donne, rappresentando la metà della popolazione mondiale, oggi non chiedono la semplice inclusione, ma l'empowerment femminili tout court.

    Domani mattina ci sarà l' ultimo saluto ad Antonio Catricalà che ricordiamo con affetto e gratitudine perché tutta la sua vita è stata improntata al servizio della collettività. 
    Insieme alla nostra squadra di angelipress.com realizzò il libro collettivo curato dal direttore Paola Severini Melograni "Manuale dei diritti fondamentali e desiderabili"  occupandosi dell art. 8 della carta dei diritti fondamentali dell'unione europea- Protezione dei dati di carattere personale- 

    Allora, nel 2010, era il Presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato

    Abbiamo quindi deciso di riproporvi il suo contributo. 

    Mettiamo anche il link della presentazione di Paola Severini Melograni e di Antonio Catricalà. 

    https://www.radioradicale.it/scheda/408270/manuale-dei-diritti-fondamentali-e-desiderabili-presentazione-del-libro-a-cura-di?i=210651

     

    Prossima settimana vi faremo leggere questa intervista durante la presentazione del libro che parte dal bene comune fino al cyberbullismo. 

     

    Art. 8 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea

    di Antonio Catricalà

    1)                Nell’ultimo decennio la disciplina della protezione dei dati personali ha visto un’evoluzione senza precedenti. Il motivo è molto semplice: la corsa sfrenata della tecnologia. Il progresso delle reti di telecomunicazioni, in particolare dell’accesso sempre più veloce e multiforme (si pensi alla navigazione in mobilità) a Internet, ha consentito lo sviluppo dell’offerta e della fruizione di un numero crescente di servizi, di mera informazione come di pagamento, di certificazione, ecc.. Una società sempre più informatizzata e informata comporta rischi crescenti per la tutela dei dati personali. È evidente infatti che si moltiplicano gli apparati e le applicazioni che richiedono la fornitura e immagazzinano informazioni personali; la loro fruibilità è sempre più agevole anche da parte di soggetti che li elaborano senza averne diritto o addirittura se ne appropriano indebitamente.

    Grazie all’informatica i dati personali possono essere legittimamente concessi dai titolari a soggetti localizzati in qualsiasi parte del mondo, così come questi possono illecitamente rivelarli ad altri soggetti ovunque collocati.

    Infine, la necessità di protezione si è estesa a soggetti che in precedenza erano meno esposti a rischi, a esempio i giovani; si tratta di categorie per le quali unanimemente si ritiene un’esigenza di tutela rafforzata, ma che per il fatto di utilizzare i nuovi servizi (a esempio, i social network) sono sottoposti ai medesimi rischi di individui più avveduti.

    La sfida per la tutela dei dati personali è difficile e senza fine, proprio perché la tecnologia corre senza sosta. Eppure, è fondamentale, come ha recentemente sostenuto Viviane Reding, da poco Commissario UE per la Giustizia, i Diritti Fondamentali e la Cittadinanza al Data Protection Day: non si può pretendere che i cittadini europei abbiano fiducia nelle istituzioni comunitarie se esse non sono in grado di garantire il loro diritto alla privacy.

    A livello normativo, l’adeguamento al nuovo scenario è venuto con la direttiva 2002/58/CE, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche, che si aggiunge alla più generale (e datata) direttiva 95/46/CE, relativa alle persone fisiche, con riguardo al trattamento dei dati personali e alla loro libera circolazione.

    L’accresciuta consapevolezza dell’esigenza di difendere i dati personali e il relativo sviluppo della legislazione e delle attività di applicazione, hanno determinato il sorgere di conflitti con altri diritti e interessi, altrettanto meritevoli secondo gli ordinamenti europei. Basta pensare allo scontro tra esigenze di sicurezza e ordine pubblico, particolarmente quelle legate alla lotta al terrorismo, e di protezione delle informazioni individuali, che ha visto un clamoroso esempio lo scorso 5 febbraio nella bocciatura da parte del Parlamento europeo dell’accordo tra l’Unione europea e gli Stati Uniti sul trattamento e sul trasferimento di dati di messaggistica finanziaria dall’Unione europea agli Stati Uniti ai fini del programma di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi. Ma si possono citare anche i primi passi nella ricerca di un equilibrio tra esigenze di tutela della privacy di chi accede a Internet e di protezione dei diritti di proprietà intellettuale, in riferimento alla lotta alla pirateria informatica e alla fruizione illegale tramite la rete di film e di brani musicali; la Corte di Giustizia, nelle sentenze Promusicae e Tele2, ha sancito che proprio perché sono in gioco diritti fondamentali e confliggenti qualsiasi lesione della protezione dei dati personali deve essere limitata a quanto strettamente necessario per la salvaguardia delle privative.

    2)                Per accrescere l’efficacia della tutela dei dati personali, è necessario innanzi tutto aumentare la consapevolezza presso i cittadini dell’importanza del rispetto della privacy. Benché la questione sia oggi più sentita che in passato, molti ancora non sono particolarmente preoccupati dei possibili usi non autorizzati dei propri dati personali, e addirittura non si rendono conto della molteplicità di occasioni in cui le notizie sono oggi fornite a soggetti commerciali e istituzionali. Eppure un’efficace protezione deve partire dall’azione dei diretti interessati. È necessaria dunque una vera e propria “educazione” alla tutela della privacy da parte delle autorità pubbliche. Gli organismi nazionali e comunitari competenti stanno già svolgendo un notevole lavoro in tal senso, ma come un rapporto del marzo 2009 preparato per la Commissione ha evidenziato miglioramenti sono possibili soprattutto dal punto di vista della qualità dell’attività informativa.

    Ancora, è molto importante quanto rilevato dal Commissario Reding secondo il quale allo stato attuale delle cose, la protezione dei dati personali si affianca all’ordinaria attività commerciale o istituzionale, dati i pericoli di violazioni insiti nel corso di quest’ultima. La privacy non è mai un ingrediente considerato nelle fasi iniziali di progettazione e configurazione di un prodotto o servizio. È necessario a questo riguardo un cambiamento di mentalità, in modo che la tutela dei dati sia inglobata nello stesso processo di sviluppo delle innovazioni offerte ai consumatori e ai cittadini (privacy by design). In tal modo, essa diventerebbe parte integrante dell’attività di coloro che gestiscono dati personali, e non solamente una fastidiosa necessità cui tenere conto per assolvere a obblighi imposti dalla legge.

    La globalizzazione della diffusione dell’informazione richiede uno strettissimo coordinamento delle autorità di tutela, forse più che in altri settori. Per le caratteristiche strutturali di questa attività, basta un piccolo buco nella rete dei controllori perché tutto il sistema crolli o sia gravemente compromesso. In un contesto in cui l’applicazione della protezione è rimessa a enti nazionali, se uno o pochi di essi sono attivi e operativi al di sotto della media si crea l’occasione per soggetti poco attenti alla privacy di approfittare della situazione, a esempio localizzando le banche dati nei territori caratterizzati da garanzie ridotte, con effetti che possono diffondersi ovunque. Non pare azzardato affermare, alla luce di quanto sopra, che sarebbe auspicabile anche la massima armonizzazione a livello internazionale del quadro regolamentare.

    Al tempo stesso, seppur in apparente contraddizione con quanto sostenuto, la protezione dei dati personali non deve diventare un fine supremo, quasi da “idolatrare”. Essa costituisce un diritto fondamentale della persona, e come tale va tutelata e preservata al massimo livello; molto rimane da fare e migliorare a questo fine. Tuttavia, la riservatezza non deve diventare schermo e strumento per la violazione di altri diritti di pari dignità; la tutela della privacy potrebbe diventare abusiva quando contrasti e sovrasti altri interessi della persona. Benché non sia facile, è necessario che a livello politico siano raggiunti equilibri condivisi su questioni come queste che riguardano la vita quotidiana di ciascuno; una chiara definizione anche dei limiti della protezione della privacy non può che contribuire alla maggiore consapevolezza del suo valore e alla più efficace azione applicativa alla luce dell’accresciuta certezza del diritto per tutti i soggetti interessati.

    3)                L’articolo 8 della Carta dei Diritti Fondamentali non necessita di modifiche; insieme all’articolo 7 (che sancisce il rispetto della vita privata e familiare), di cui costituisce una declinazione, rimane di estrema importanza e attualità, e deve ancora essere pienamente attuato.

    Tuttavia rimangono questioni aperte di coordinamento con la tutela degli altri diritti enunciati nella Carta. L’articolo 52 afferma in modo generico che nel rispetto del principio di proporzionalità, possono essere apportate limitazioni ai diritti fondamentali solo laddove siano necessarie e rispondano effettivamente a finalità di interesse generale riconosciute dall’Unione europea o all’esigenza di proteggere i diritti e le libertà altrui; e l’articolo 54 sancisce il così detto divieto dell’abuso di diritto, vale a dire che nessuna disposizione della Carta può essere interpretata nel senso di consentire la supremazia di un diritto fino alla distruzione delle libertà già riconosciute.

    Probabilmente la Carta, che rimane un documento di principio, non è la sede più adatta per una specificazione di dettaglio delle modalità di coordinamento tra il diritto alla protezione dei dati personali e gli altri diritti che in essa trovano tutela. Ma se una chiarificazione al riguardo appare necessaria e urgente una presa di posizione in tal senso può provenire dalle Corti europee e nazionali.

    Marta Marzotto, stilista, influencer ante-litteram, musa di pittori e politici, regina della mondanità. Marta Marzotto nasceva 90 anni fa nella grigia provincia di Reggio Emilia, presto lasciata (ma mai dimenticata) per lanciarsi in una vita orgogliosamente fuori dagli schemi al massimo della libertà.

    Morta cinque anni fa dopo una breve malattia, la sua eredità è ancora fortissima. Non solo come personaggio colto ed estroso di un’Italia che non c’è più, anche perché da anticipatrice di gusti e tendenze,  grazie a uno stile eccentrico e scanzonato sempre fedele a se stesso,  non ha ancora una vera erede.

    Annalisa Marzotto, "Una donna coraggiosa"

    «Mia sorella continua a essere una delle donne più importanti della mia vita. Una donna coraggiosa. Se n’è andata ha dichiarato  Matteo Marzotto.
    Si chiamava Annalisa, è morta a 32 anni. È la fibrosi cistica che l’ha uccisa, una malattia ereditaria, una condanna scritta nei geni.
    Lei era la secondogenita di cinque figli, tra noi c’erano nove anni di differenza. Era piccolissima, un anno appena, quando i miei genitori scoprirono che le sue difficoltà respiratorie dipendevano dalla gravissima patologia da cui era afflitta. La verità fu subito chiara: non c’erano cure risolutive. Ma, se vi racconto la storia di mia sorella, è perché i seimila malati italiani di fibrosi cistica devono sapere che con questa malattia si può convivere. E a lungo.

    La fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica

    Matteo Marzotto, è un imprenditore e manager italiano. Nel gennaio del 1997 è tra i fondatori della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica Onlus, della quale, nell’aprile 2018, viene eletto presidente.

    Fino al 2000 Matteo Marzotto evidenzia che sono stati abbastanza fermi nell’organizzare una comunità scientifica, cioè si sono dati la regola di non dotarsi di un proprio laboratorio interno, ma di utilizzare le migliori pratiche sul mercato, conoscendo i migliori ricercatori italiani, i migliori laboratori in cui questi ricercatori lavorano o possono lavorare e conoscendo le migliori specialità rispetto ai progetti di ricerca.

     

    Fonte: lbullone.org

    Venerdi 26 febbraio su RAI 2 alle 00,30 circa e domenica 28 febbraio in replica alle 09.10 circa va in onda il consueto appuntamento con “O anche no”, il programma
    dedicato all’inclusione e alla solidarietà realizzato con RAI PER IL SOCIALE.
    Ospite di Paola Severini Melograni il direttore di Rai Ragazzi Luca Milano che ci presenta “PABLO”, il cartone animato in onda dal 1 marzo su Rai Yoyo. 
    Parleremo d'Israele e della comunità ebraica con lo scrittore Fabio Sonnino che ci racconta il suo libro il CONTORSIONISTA.STORIA DI UN DISABILE E NON SOLO...
    Per il cooking show inclusivo la troupe è andata a conoscere un istituto Alberghiero di Tor Carbone a Roma. 
     
    Da non perdere come sempre la musica dei Ladri di Carrozzelle, Stefano Disegni con le sue vignette satiriche, Rebecca Zoe De Luca con le notizie dal mondo dell’adolescenza e il “prestigiattore” Andrea Paris.
     
    O Anche No è scritto da Maurizio Gianotti, Giovanna Scatena e Paola Severini Melograni con la regia di Davide Vavalà.

    Dopo qualche settimane di chiusura torna la Trattoria de Gli Amici, a Pizza di Sant'Egidio 6 - Roma. 

    La Trattoria de Gli Amici non è un semplice ristorante. Non solo per le specialità offerte, ma per il clima che si respira. Questo locale infatti è gestito da una cooperativa promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, lavorano persone con disabilità affiancate da professionisti e amici che aiutano volontariamente.

    Per celebrare il ritorno, i ragazzi hanno preparato un video che condividiamo con i nostri lettori: https://www.facebook.com/TrattoriadeGliAmiciRoma/videos/449711342746392

    L'orario della trattoria:

    Da sabato 27 febbraio, dalle ore 12:00 fino alle 17:00, anche con la formula aperitivo! Durante i giorni feriali l'orario di chiusura è alle 15:00, mentre il lunedì siamo chiusi per riposo settimanale.

    per prenotare vai su https://www.trattoriadegliamici.org/prenotaunposto 

    Prenderà il via oggi venerdì 26 febbraio il format “Inclusione, un gioco da ragazzi”, quattro live promossi da UILDM per sostenere il progetto “A scuola di inclusione: giocando si impara”, per installare giostre e giochi accessibili che permettono a bambini con disabilità di giocare come tutti.

    I quattro eventi andranno in onda in contemporanea sulla pagina Facebook (https://www.facebook.com/uildm.naz) e sul canale Youtube di UILDM (https://www.youtube.com/user/UILDMcomunicazione): uno spazio virtuale carico di emozioni, dedicato alla bellezza del gioco dei bambini e alla solidarietà, che abbraccia il mondo della musica e dello spettacolo.

    Ospiti delle dirette saranno personaggi che hanno scelto di difendere il diritto dei bambini con disabilità di giocare insieme ai loro coetanei, in parchi e aree verdi attrezzate con giochi e giostre accessibili a tutti.

    È proprio per questo che UILDM ha lanciato il progetto “A scuola di inclusione: giocando si impara” sulla piattaforma For Funding di Intesa Sanpaolo. Obiettivo della campagna è raccogliere 30.000 euro per installare giostre e giochi inclusivi nei parchi gioco delle città di Napoli, Genova e Venezia

    Il calendario delle dirette.

    Venerdì 26 febbraio alle ore 18 sarà ospite Simona Molinari, la cantautrice e compositrice che ha partecipato due volte al festival di Sanremo e che si conferma come una delle grandi artiste della nuova generazione jazz e swing italiana. Conduce il live Marco Rasconi, presidente nazionale UILDM.

    È in programma per venerdì 5 marzo alle ore 20 un concerto digitale con tanti ospiti e sostenitori. La musica farà da cornice a questo evento speciale che vedrà alternare musicisti e tanti sostenitori di UILDM.

    Sul palco virtuale di UILDM saliranno la rock band i Ladri di carrozzelle e gli artisti Indipendenti Elli De Mon, Erin e Damien McFly.          

    Durante la diretta, insieme agli artisti, si alterneranno Benedetta De Luca, influencer e modella con disabilità, Raffaella Bedetti, mamma di un bambino con l’atrofia muscolare spinale, e Salvatore Leonardo, volontario e presidente della Sezione UILDM di Napoli.

    Conducono: Stefania Pedroni, vice presidente nazionale UILDM e la giornalista Valentina Bazzani.  

    Elisa De Munari, in arte Elli de Mon, è una blues woman e si definisce una “one woman band”. È una musico terapeuta e lavora con le persone con disabilità.

    Elisa Bonomo, in arte Erin, chitarrista e cantautrice, vince il Premio della Critica al Premio Amnesty 2017 con il brano "Scampo", dedicato al tema della violenza domestica. Nel 2018 vince una Targa Tenco con due brani ("Scampo" e "Puttana") inseriti nell'album collettivo a progetto "Voci per la Libertà - Una voce per Amnesty".           

    Damiano Ferrara, in arte Damien McFly, è un artista indie-folk. Ha suonato in più di 15 paesi diversi e ha all’attivo oltre 500 spettacoli. Nel 2015 il primo album originale "Parallel Mirrors", che gli è valso la partecipazione al festival SXSW, Canadian Music Week, BBC Carfest, International Richmond Film Festival e Home Festival, nonché supporti di apertura per Gill Landry (ex Old Crow Medicine Show) e Justin Nozuka. Nel 2018 Damien ha raggiunto la finale del concorso di songwriting John Lennon vincendo il Gran Premio nella categoria Folk per la sua canzone "Mesmerized".

    I Ladri di carrozzelle sono un’attività laboratoriale della Cooperativa Arcobaleno di Frascati che coinvolge una ventina di persone con disabilità. L’apertura a ogni forma di disabilità ha portato una sterzata nello stile musicale dei Ladri creando un loro genere originale: la musica Sbrock, dove la follia e l’allegria della band si esprime pienamente. Parteciperanno Paolo Falessi, chitarrista e i tra i fondatori della band, e Tiziana Civitani, la cantante del gruppo.

    Benedetta De Luca, influencer e modella, ideatrice del brand di moda innovativo “Italian inclusive fashion“, porta in passerella storie di bellezza e disabilità ed è diventata un punto di riferimento  per il suo impegno in favore dell’inclusione.

    Raffella Bedetti è mamma di Cristian, il bambino con disabilità protagonista insieme a Caterina e Samuele, del video che accompagna la campagna UILDM “Inclusione, un gioco da ragazzi”. Racconterà l’esperienza di mamma e il suo lavoro di sensibilizzazione sul diritto al gioco per tutti i bambini.

    Salvatore Leonardo è volontario e presidente di UILDM Napoli, e promotore insieme alla sua Sezione del progetto “A scuola di inclusione: giocando si impara” nel suo territorio.

    Venerdì 10 marzo alle ore 18 in diretta sarà la volta di Petra Loreggian, speaker di RDS. La conduttrice, che recentemente ha presentato e seguito i Mondiali di Sci a Cortina, è sensibile ai temi che riguardano le persone con disabilità e da tempo è amica di UILDM e ne sostiene l’impegno per l’abbattimento di tutte le barriere fisiche e mentali.      

    La chiusura sarà una doppia festa. Proprio il 19 marzo, nel giorno della Festa del Papà, con Marco Rasconi ci sarà Giovanni Muciaccia, conduttore televisivo e attore teatrale. Muciaccia è diventato famoso a partire dagli anni '90 grazie al programma Art Attack, incantando i bambini con i suoi “attacchi d’arte”. Nel 2020 conduce La porta segreta. A giugno dello stesso anno va in onda Non è mai troppo tardi… Fatto?!, un nuovo programma di alfabetizzazione digitale per Rai Due e per RaiPlay.

    A scuola di inclusione: giocando si impara

    Grazie ai fondi raccolti, UILDM vuole sostenere il progetto “A scuola di inclusione: giocando si impara” che promuove il diritto al gioco dei bambini con disabilità attraverso una serie di azioni di sensibilizzazione nelle scuole e di riqualificazione in ottica inclusiva di parchi e aree verdi in 16 regioni italiane e della provincia autonoma di Bolzano, in collaborazione con le amministrazioni locali.

    Tutti possono dare il proprio contributo per rendere accessibili i parchi e garantire il diritto al gioco dei bambini con disabilità. Ecco il link per fare la donazione: https://www.forfunding.intesasanpaolo.com/DonationPlatform-ISP/nav/progetto/giocando-si-impara

     

    Si è svolta a porte chiuse mercoledì 24 febbraio nel Cortile d’Onore di Palazzo d’Accursio la consegna di quattro veicoli attrezzati all’accompagnamento di persone con difficoltà motorie al Comune di Bologna. I veicoli verranno utilizzati nell’ambito del Patto di Collaborazione Percorso Bologna Oltre le Barriere per la gestione del trasporto e accompagnamento di persone con disabilità e la consegna a domicilio di alimentari e parafarmaci alle fasce più fragili della cittadinanza, fino alla fine del 2021.

    Il Patto di Collaborazione è frutto di una co-progettazione tra il Comune di Bologna PMG Italia Società Benefit, Io Sto Con Onlus e Auser Bologna, e resterà operativo fino alla fine del 2021, grazie alla fondamentale azione sociale di partner particolarmente sensibili e presenti sul territorio, quali Azimut Global Advisory, Banca di Bologna, BPER Banca, Centro Bologna Clubs, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Carisbo, GD SpA, Ordine degli Avvocati di Bologna - Comitato per le Pari Opportunità, Coloplast SpA, Ecostone srl, IGD Group, Illumia Spa, Profilati SpA, UnipolSai, UniSalute.

    Le attività del patto di collaborazione fanno parte del dossier Bologna oltre le barriere, a sostegno della candidatura di Bologna al premio europeo di Città accessibile. 

    La gestione dei veicoli sarà ancora una volta affidata ad Auser Bologna che grazie all’utilizzo della App uCarer Servizi Inclusivi, potrà garantire una miglior organizzazione dei servizi di trasporto, ottimizzando la gestione dei viaggi e dei volontari che sin dal primo momento dell’emergenza sanitaria si sono attivati in maniera importante per sostenere famiglie in difficoltà, persone sole, anziane e con fragilità e disabilità.

    “Il patto di Collaborazione ci conferma la bontà del lavoro svolto sinora su un territorio, quello bolognese, al quale siamo particolarmente affezionati. Per PMG si tratta inoltre di uno dei primi gesti concreti in qualità di Società Benefit, un passaggio che ha voluto rappresentare un segnale di trasparenza e responsabilità nei confronti di tutti i nostri stakeholder”, dichiara Marco Accorsi, Vice Presidente di PMG Italia Società Benefit. “L’augurio è per tutti che questo Percorso si trasformi in un Progetto stabile sul territorio, grazie soprattutto all’intervento di partner con uno spiccato approccio di responsabilità e solidarietà”.

    “Per Io Sto Con è stato importante partecipare a questo Patto di Collaborazione basato sul principio di sussidiarietà. Grazie al grande patrimonio umano rappresentato dai volontari di Auser sarà possibile fornire con questi mezzi servizi gratuiti per persone con fragilità e disabilità, visibili e invisibili.” Dichiara Silvana Fusari, Resp.le Relazioni Esterne Io Sto Con Onlus.

    E’ il 1969 quando nella galleria “Oggetto:”, poco dopo nominata “Studio d’arte Cannaviello”, nella prima collettiva inaugurale viene inclusa una giovane artista emergente, Giosetta Fioroni. Qualche anno più tardi, nel 1972, la galleria le dedicherà la famosa personale “A nove anni”. Oggi, lo Studio d’arte Cannaviello ha deciso di celebrare l’artista romana con due mostre che si susseguiranno: il 25 febbraio 2021, la prima, dedicata agli anni ’60 e ’70, quello stesso periodo in cui Fioroni ha esposto per la prima volta con la galleria; la seconda, a settembre 2021, all’inaugurazione del nuovo anno artistico e della nuova sede espositiva. In questo modo la galleria concluderà il proprio percorso nella sede di Piazzetta Bossi e ne inizierà un altro, in un’altra location, con un’artista legata al suo passato e di nuovo al suo presente. In questa prima mostra saranno esposte più di 20 opere, tra carte e tele di medie dimensioni, realizzate all’inizio della carriera di Giosetta Fioroni.

    Si tratta, infatti, della produzione che Goffredo Parise, compagno di vita dell’artista, definì “Argenti: diapositive di sentimenti”. In queste opere, dove l’unico colore presente è lo smalto di alluminio che si accosta a segni di matita, la rappresentazione è frammentata, interrotta: figure, spesso femminili, fra cui le stelle del cinema, si alternano a momenti di gioco di bambini e a riferimenti alla storia dell’arte. I soggetti sono isolati nello spazio bianco della carta o della tela e sovente ricordano quasi ombre argentate, colte nell’istante di una diapositiva. E’ con questo lavoro, ora riassunto da questa prima mostra, che sul finire degli anni ’60, l’artista, da poco rientrata a Roma dopo un lungo soggiorno a Parigi, è stata inserita, insieme a Schifano, Angeli, Festa, all’interno della “Scuola di Piazza del Popolo”, definita come una risposta italiana alla Pop Art americana.

    La mostra sarà disponibile dal 25 febbraio al 30 aprile 2021 

    STUDIO D'ARTE CANNAVIELLO
    Piazzetta M. Bossi 4, 20121 Milano

    In India circa 700 milioni sono le contadine e i contadini che lavorano la terra e che danno sostanza all’economia agricola, in rappresentanza di 150 milioni di aziende piccole medie grandi e grandissime. Questa immensa realtà economica basa attualmente i propri “commerci” sulla certezza di un prezzo minimo, fissato e garantito da una legge del governo con cui si affronta il mercato, in particolare avendo come interlocuzione il MANDI (mercati generali statali).

    Per capire meglio, per esempio, in Italia il latte viene da contratto venduto dagli allevatori a caseifici e centrali ad un prezzo minimo (incredibilmente basso) di circa 40 centesimi, per arrivare a noi in bottiglia o formaggio e altro a ben altri prezzi. Tornando in India alla fine dell’anno passato il Governo nazionalista e populista di Narendra Modi ha elaborato una nuova proposta legislativa che ha come finalità di cancellare il prezzo minimo e di lasciare la contrattazione del prodotto al libero mercato. Proposta che risponde agli interessi di chi ha più terra, più prodotto, più raccolto e che cancella e uccide certamente la realtà maggioritaria dei piccoli produttori, ma rende le grandi proprietà privilegiati interlocutori delle multinazionali, che non aspettano altro, come avvenuto in molte parti del mondo, alla ricerca di contrattazioni vantaggiose al minimo prezzo accettabile per la quantità del prodotto offerto.

    I piccoli produttori che in India sono la stragrande maggioranza delle contadine e dei contadini, ovvero più dell’80%, con una velocità, che ha persino stupito economisti, accademici e lo stesso mercato inconsapevoli e, questo non stupisce, di quanto i contadini conoscano le regole dell’economia, si sono dichiarati contro la nuova legislazione considerata devastante e proposta dopo anni già segnati da non poche difficoltà, per la loro sopravvivenza nell’economia agricola.
    Al termine allora di una lotta diffusasi sin dall’autunno del 2020, all’uscita delle nuove proposte, i piccoli produttori sono scesi in piazza, opponendosi al potere dei grandi proprietari terrieri favorevoli alla riforma, chiedendo il ritiro delle nuove norme legislative.

    Eletto per la prima volta il 22 ottobre 2018 dopo il commissariamento della Federcalcio Gravina guiderà la Figc fino al 2024 e potrà iniziare a giocare 'La Partita per il futuro', titolo della nuova piattaforma programmatica presentata con la candidatura sottoscritta da Lega Serie A, Lega Serie B, Lega Pro, AIC e AIAC che hanno votato per lui. L'AIA è rimasta neutrale e la Lega nazionale dilettanti ha votato per Sibilia.

    "Noi siamo il calcio, siamo quelli che sanno di rappresentare la passione di milioni di italiani e adesso è il tempo di allacciare gli scarpini e di iniziare a giocare", ha detto Gabriele Gravina ringraziando l'Assemblea della Figc che lo ha riconfermato presidente. "Non potevamo fermarci, non dovevamo fermarci, non ci fermeremo. Questo è il mio primo ed unico pensiero. Potevamo essere un segnale positivo per gli italiani, abbiamo rappresentato un primo segnale di ripartenza dura e dolorosa e non ci siamo tirati indietro facendo sacrifici". Poi, citando Seneca, ha aggiunto: "Non è perche' le cose sono difficili che non osiamo farle,  è perché non osiamo farle che diventano difficili". 

    Condividiamo con voi il video messagio di auguri che i ragazzi della Divisione di Calcio Paralimpico e Sperimentale della FIGC hanno realizzato per il Presidente Gravina. 

    https://figc.it/it/paralimpico-e-sperimentale/mediagallery/congratulazioni-presidente/

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