Nelle ferite delle città: politica, ecologia, economia in dialogo

    Introduce Silvio Minnetti - Presidente Mppu Italia.

    Giuseppe Argiolas Professore di Economia e Management e Rettore Istituto universitario Sophia di Loppiano

    Elena Granata Professore Associato al Politecnico di Milano di Urbanistica e Analisi della città e del territorio e docente Istituto universitario Sophia

    Biodivercity: progetti e ispirazioni per le città che abiteremo 15 gennaio 2021 ore 18.30/20.00 Interverranno: Raffaele Natalucci – centro nazionale Mppu Daria Jacopozzi – consigliera comunale Parma

    Diretta: https://www.youtube.com/channel/UC5ccfic_eWsl9I4mFYMcB-A/

    Vi proponiamo il libro illustrato di Daniele Nicastro  "La giornata contro le mafie", Edizione EL. 

     Il 21 marzo non è solo il primo giorno di primavera. È anche la giornata contro le mafie. Filippo e i suoi amici ne scoprono il significato quando, davanti a un capannone, leggono su uno striscione: «Bene confiscato alla mafia».

    “La conferma di Mariella Enoc a presidente del Consiglio di Amministrazione  dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per i prossimi 3 anni è una gran bella notizia.  In Mariella ho sempre trovato piena disponibilità ad ascoltare le necessità di bambine,  bambini e adolescenti e a dare loro immediate ed efficaci risposte”.

    È quanto dichiara in una nota la Sottosegretaria di Stato alla Salute Sandra Zampa.

    “Mariella Enoc ha sempre dimostrato grande disponibilità al tema della solidarietà e  dell’assistenza, senza distinzione di razza o censo, proprio come ci insegnano la nostra  Carta Costituzionale e la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e  dell’adolescenza” – aggiunge Zampa, che conclude: “Buon lavoro, dunque, cara  Mariella, in questi tempi molto complessi e con sfide ancora più difficili da affrontare  insieme”.

    Promosso dalla  Fondazione  NILDE IOTTI  insieme alla Consigliera di Parità della Regione Umbria, nell’ambito delle celebrazioni per il Centenario della nascita di Nilde Iotti (1920-2020), VENERDI’ 15 Gennaio 2021 alle ore 17.30  si celebra un dibattito pubblico in diretta web sul tema: “IL MASCHILISMO È ANCORA OVUNQUE! Come donne e uomini possono camminare insieme per sconfiggere ogni  forma di discriminazione, di violenza e di stereotipo di genere”

     

    Sigue la diretta su: https://meet.starleaf.com/4409427249/browser

    Il Presidente Barbuto: aggressioni e intolleranza in aumento ovunque confermano mancanza di cultura del rispetto e dell’inclusione per i più fragili che mina libertà e sicurezza di tutti. Urgente una maggiore tutela per i non vedenti e più controlli. Garantire anche il diritto alla mobilità che tra barriere architettoniche, auto in sosta selvaggia e monopattini elettrici abbandonati ovunque, resta una chimera.

     

    L’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, l’associazione nazionale che rappresenta le istanze di circa 2 milioni di cittadini italiani ciechi e ipovedenti, chiede più tutela per i diritti delle persone con disabilità visiva e scende in campo dopo l’ennesimo episodio di intolleranza e violenza nei confronti di due non vedenti, l’ultimo pochi giorni fa in Via dei Platani nel quartiere romano di Centocelle.

    L’episodio da cui parte la dura condanna dell’UICI ha riguardato una coppia di residenti del quartiere romano, Alessandro Napoli e Sonia Gioia, offesi, minacciati e percossi da un automobilista malgrado avessero attraversato sulle strisce pedonali e fosse perfettamente riconoscibile il loro stato di disabilità. Nell’indifferenza generale la coppia è stata aggredita anche fisicamente e a poco servirà la denuncia verso ignoti esposta ai Carabinieri di zona.


    Come Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti esprimiamo tutta la nostra solidarietà e il nostro massimo sconcerto per l’ennesimo episodio di intolleranza nei confronti di persone con disabilità visiva – commenta il Presidente dell’UICI Mario BarbutoEpisodi di questo tipo, che da nord a sud registriamo in aumento, devono far riflettere e spingere tutti, istituzioni locali e nazionali in primis, a fare quadrato per riaffermare una cultura della convivenza civile e del rispetto dell’altro, che si trovi o meno in  una situazione di fragilità come in questo caso. E’ in gioco il diritto alla libertà e alla sicurezza di ciascuno di noi e ciascuno di noi deve sentirsi offeso da prevaricazioni e indifferenza. Anche se per un cieco o un ipovedente situazioni di questo tipo sono ancora più inaccettabili perché per loro già uscire di casa e muoversi anche su brevi tragitti è una sfida enorme. Basti pensare alle difficoltà che un non vedente può incontrare nel salire su un mezzo pubblico, nel destreggiarsi tra auto parcheggiate in modo irregolare e, ultimamente, tra monopattini elettrici abbandonati senza logica su strade e marciapiedi, per non parlare delle tante barriere architettoniche che infestano le nostre città.  Chiediamo maggiori tutele e garanzie di quelli che dalla mobilità alla sicurezza personale restano diritti elementari

    La Biblioteca Braidense inaugura Tempi Terribili – libri belli, una nuova mostra che celebra i libri d'artista e l'importanza dell'infanzia testimoniata dai libri sovietici per bambini della collezione Adler appena acquisita.

    Una mostra in cui l'infanzia, i bambini, gli artisti e i libri sono protagonisti per creare un futuro migliore.

    Allora, negli anni turbolenti che seguirono la rivoluzione russa e la conseguente guerra civile - come oggi, dobbiamo guardare agli artisti e ai bambini per guidarci attraverso le incertezze che affrontiamo ogni giorno.

    L’invito ad agire in fretta e la richiesta di un piano per l’apertura immediata di edifici e stabili di pronto utilizzo, del Comune o dello Stato, nonché di alberghi e strutture attualmente chiuse per il Covid-19

    Sono otto le persone senza fissa dimora morte in strada a Roma dall'inizio di novembre. L'ultimo clochard è morto ieri a Ostia, mentre qualche giorno prima a morire è stato Mario, un uomo di 58 anni, deceduto proprio davanti l'ingresso di un albergo chiuso per il covid. Una situazione, denuncia la comunità di Sant'Egidio, inaccettabile per la capitale d'Italia. Per questo la comunità chiede alle istituzioni di eliminare le lungaggini burocratiche e fornire una soluzione concreta al problema, magari aprendo ai senza fissa dimora le strutture ricettive ora chiuse causa covid, dando in cambio un indennizzo ai proprietari. "L’inverno, quest’anno, arriva nel cuore di una pandemia non risolta che ha aggravato la condizione di chi vive per strada accentuandone l'isolamento – scrive la comunità di Sant'Egidio nel suo appello – Di fronte al freddo – che certamente, in questa stagione, non può considerarsi un’eccezione – occorre agire in fretta scavalcando l’ordinaria, colpevole, burocrazia che dispensa gli aiuti con il contagocce".

    Sono 3mila i clochard che passano la notte in strada

    Sono 800, secondo i dati forniti dalla comunità di Sant'Egidio, i posti letto offerti durante l'anno dal comune di Roma per le persone senza fissa dimora. Per l'inverno, ne sono stati aggiunti solo alcune decine in più, mentre "la Comunità, la Caritas e le altre associazioni accolgono complessivamente 1.700 persone, cioè il doppio". Le persone ancora in strada, sono circa 3mila. "Sant’Egidio chiede alle istituzioni – con un piano coordinato dalla prefettura – la disponibilità immediata di edifici e stabili di pronto utilizzo, del Comune o dello Stato, nonché di alberghi e altre strutture attualmente chiuse per il Covid-19 – anche con la messa disposizione di appositi contributi per i proprietari – e, più in generale, una sinergia con la società civile che in questi mesi ha mostrato generosità negli aiuti a chi è più fragile".

     

    Articolo: di Natascia Grbic per fanpage.it

    L’invito ad agire in fretta e la richiesta di un piano per l’apertura immediata di edifici e stabili di pronto utilizzo, del Comune o dello Stato, nonché di alberghi e strutture attualmente chiuse per il Covid-19

    Sono otto le persone senza fissa dimora morte in strada a Roma dall'inizio di novembre. L'ultimo clochard è morto ieri a Ostia, mentre qualche giorno prima a morire è stato Mario, un uomo di 58 anni, deceduto proprio davanti l'ingresso di un albergo chiuso per il covid. Una situazione, denuncia la comunità di Sant'Egidio, inaccettabile per la capitale d'Italia. Per questo la comunità chiede alle istituzioni di eliminare le lungaggini burocratiche e fornire una soluzione concreta al problema, magari aprendo ai senza fissa dimora le strutture ricettive ora chiuse causa covid, dando in cambio un indennizzo ai proprietari. "L’inverno, quest’anno, arriva nel cuore di una pandemia non risolta che ha aggravato la condizione di chi vive per strada accentuandone l'isolamento – scrive la comunità di Sant'Egidio nel suo appello – Di fronte al freddo – che certamente, in questa stagione, non può considerarsi un’eccezione – occorre agire in fretta scavalcando l’ordinaria, colpevole, burocrazia che dispensa gli aiuti con il contagocce".

    Sono 3mila i clochard che passano la notte in strada

    Sono 800, secondo i dati forniti dalla comunità di Sant'Egidio, i posti letto offerti durante l'anno dal comune di Roma per le persone senza fissa dimora. Per l'inverno, ne sono stati aggiunti solo alcune decine in più, mentre "la Comunità, la Caritas e le altre associazioni accolgono complessivamente 1.700 persone, cioè il doppio". Le persone ancora in strada, sono circa 3mila. "Sant’Egidio chiede alle istituzioni – con un piano coordinato dalla prefettura – la disponibilità immediata di edifici e stabili di pronto utilizzo, del Comune o dello Stato, nonché di alberghi e altre strutture attualmente chiuse per il Covid-19 – anche con la messa disposizione di appositi contributi per i proprietari – e, più in generale, una sinergia con la società civile che in questi mesi ha mostrato generosità negli aiuti a chi è più fragile".

    Edith Bruck torna al genere autobiografico affidando alle pagine di questo intenso e sofferto memoir i ricordi di una vita intera. Dalla truce esperienza dei lager fino a giungere ai giorni nostri, con una serie di preziosissime riflessioni sui pericoli dellattuale ondata xenofoba, ma anche con una serie di quadri commoventi, in cui le esperienze della vecchiaia assumono i toni sfumati di un dolce ricordo dinfanzia.

    Per non dimenticare e per non far dimenticare, Edith Bruck, a sessant’anni dal suo primo libro, sorvola sulle ali della memoria eterna i propri passi, scalza e felice con poco come durante l’infanzia, con zoccoli di legno per le quattro stagioni, sul suolo della Polonia di Auschwitz e nella Germania seminata di campi di concentramento.
    Miracolosamente sopravvissuta con il sostegno della sorella più grande Judit, ricomincia l’odissea. Il tentativo di vivere, ma dove, come, con chi? Dietro di sé vite bruciate, comprese quelle dei genitori, davanti a sé macerie reali ed emotive. Il mondo le appare estraneo, l’accoglienza e l’ascolto pari a zero, e decide di fuggire verso un altrove. Che fare con la propria salvezza?
    Bruck racconta la sensazione di estraneità rispetto ai suoi stessi familiari che non hanno fatto esperienza del lager, il tentativo di insediarsi in Israele e lì di inventarsi una vita tutta nuova, le fughe, le tournée in giro per l’Europa al seguito di un corpo di ballo composto di esuli, l’approdo in Italia e la direzione di un centro estetico frequentato dalla “Roma bene” degli anni Cinquanta, infine l’incontro fondamentale con il compagno di una vita, il poeta e regista Nelo Risi, un sodalizio artistico e sentimentale che durerà oltre sessant’anni.
    Fino a giungere all’oggi, a una serie di riflessioni preziosissime sui pericoli dell’attuale ondata xenofoba, e a una spiazzante lettera finale a Dio, in cui Bruck mostra senza reticenze i suoi dubbi, le sue speranze e il suo desiderio ancora intatto di tramandare alle generazioni future un capitolo di storia del Novecento da raccontare ancora e ancora.

    12 Gennaio 2021 - 05:46

    Manifesto contro il potere distruttivo

    Scritto da

    I bambini hanno diritto alla salute mentale di chi li mette al mondo, li alleva e li educa. I cittadini hanno diritto alla salute mentale di chi li governa.

    «Non sarebbe ragionevole richiedere a insegnanti, politici, economisti, amministratori, tutori dell’ordine, legislatori, sacerdoti di sottoporsi a un costante e qualificato percorso di conoscenza di sé, così da individuare e curare i propri problemi prima di impegnarsi a risolvere quelli degli altri?» - Maria Rita Parsi

    «Il potere distruttivo esprime, nel microcosmo familiare come nel macrocosmo sociale, il malessere, il disagio psicologico, quando non l’evidente disturbo mentale, dettati dall’angoscia di morte, dalla paura, dalla rabbia, dalla frustrazione, dall’impotenza di chi lo ricerca, di chi lo esercita o tenta di esercitarlo. E, ancora, di chi lo accetta e lo sostiene facendolo, per delega, esercitare ad altri. […] Il Manifesto contro il potere distruttivo è stato pensato e scritto contro tutti i dittatori e contro tutti i potenti e gli sfruttatori criminali che ancora opprimono, con le loro imprese e le loro perversioni, milioni di esseri umani e tante nazioni del mondo. E, ancora, è stato pensato e scritto, con l’aiuto di molti, per denunciare non soltanto quei dittatori ma tutti gli psicopatici, i narcisisti maligni, gli accumulatori seriali di denaro, armi, beni e territori; i ‘Signori della guerra’ che alimentano odi, orrori e conflitti.» - Maria Rita Parsi

    Completano il libro il Decalogo del potere positivo, il Decalogo della pace, il Decalogo dei diritti delle bambine. Con un’antologia di testi di E. Fromm, M. Schatzman, L. De Marchi, S. Morace e D. Renzi, F. Cetta, F. Di Giulio, S. Giannella, I. Rizzi, D. Bendura. Postfazione di Salvatore Giannella.

    Page 1 of 583

    Please publish modules in offcanvas position.

    We use cookies

    Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.