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mercoledì, 7 Ottobre, 2026

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L’assistenza domiciliare infermieristica funziona

Cure domiciliari: nelle ASL le Case della comunità sono ancora poco diffuse (solo nel 27,3% delle aziende), va un po’ meglio per i servizi di sanità digitale (presenti nel 57,1% delle ASL), ma il 92,2% delle aziende le garantisce comunque con personale infermieristico (con tempi medi di attivazione di 2 giorni).

La prima analisi sull’assistenza infermieristica domiciliare in Italia “Il contributo dell’infermieristica per lo sviluppo della territorialità”, l’ha condotta nell’arco di dieci mesi del 2023 il CERSI, Centro di eccellenza per la ricerca e lo sviluppo dell’infermieristica, che ha raccolto ed elaborato i dati su mandato della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI).

All’indagine hanno aderito 77 ASL su 110, per una copertura del 75,3% della popolazione residente nel Paese. E’ articolata in tre sezioni: la prima rivolta ai dirigenti delle professioni sanitarie per analizzare gli aspetti organizzativi dell’assistenza domiciliare; la seconda agli infermieri per rilevare le caratteristiche professionali, della loro attività lavorativa, delle condizioni di lavoro; la terza rivolta ai pazienti per rilevare la qualità e la soddisfazione dell’assistenza ricevuta.

La valutazione dei pazienti

I pazienti hanno espresso nella quasi totalità una valutazione positiva sull’assistenza ricevuta e il 91,7% dichiara di essere sempre stato trattato con cortesia e rispetto dagli infermieri, l’86% di aver percepito che si stessero sempre prendendo cura di loro, l’83,3% di essere stato ascoltato attentamente, l’82% di essere stato sempre informato dagli infermieri su tempi e modi del loro intervento.

Una valutazione complessiva sull’assistenza domiciliare ricevuta, che espresso con voti da 0 a 10, ha meritato una media di 9,3 (con una punta del 9,4 negli anziani).

L’assistenza erogata dagli infermieri a domicilio

Il numero medio di attività erogate per ASL (su 17) è 10,1. Il percorso per il paziente oncologico è presente nel 40,3% delle strutture e le attività per i pazienti cronici sono erogate dal 74% delle ASL, mentre quelle per gli utenti con disabilità dal 59,7%. I servizi di infermieristica di famiglia e di comunità sono erogati dal 68,8% delle aziende mentre, il 26% delle ASL li codifica come “infermiere di prossimità”.

La metà circa delle ASL eroga consulenze infermieristiche specialistiche e i servizi di sanità digitale risultano presenti in oltre la metà delle ASL (51,9%), di cui il 26% con attività di Teleassistenza.

Le attività di assistenza erogate dagli infermieri (prelievi ematici, medicazioni semplici e avanzate, somministrazione di farmaci, gestione di device, educazione terapeutica, sanitaria, formazione dei caregiver, monitoraggio e misurazioni delle condizioni di salute, valutazione delle condizioni familiari, cure palliative, procedure clinico assistenziali come gestione del catetere vescicale, gestione della nutrizione/dei dispositivi per la somministrazione di nutrizione enterale ecc.) sono garantite in quasi tutte le ASL.

Nelle cure domiciliari sono 49,5 su 1.000 abitanti gli over 65 presi in carico: 16,8 per 1.000 abitanti sono persone con gravi limitazioni per disabilità e l’8,2 per 1.000 abitanti malati cronici.

Il parere degli infermieri

L’83,8% degli infermieri partecipanti ha dichiarato di essere soddisfatto o molto soddisfatto del proprio lavoro. Solo il 20,1% degli intervistati ha dichiarato che, se potesse, lascerebbe il lavoro nei successivi 12 mesi.

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