E’ stato presentato a Roma lo scorso 12 marzo il sondaggio ERISPES Gli italiani e le lingue straniere: il caso del Servizio Biblioteche di Roma.
In quale modo e misura la frequenza di una biblioteca pubblica può stimolare in un cittadino la conoscenza delle lingue estere? Questa domanda si è posta in occasione di una importante iniziativa promossa da EUNIC – European Union National Institutes for Culture, la rete europea di coordinamento degli istituti esteri di cultura che operano all’interno di ogni Stato membro dell’Unione. Si è trattato di una conferenza internazionale, svoltasi a Roma il 19 ottobre 2011 in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, che ha posto al centro dei lavori l’utilità di ampliare la conoscenza delle lingue estere in un’Europa caratterizzata da un forte multilinguismo. Con Un’Europa – Molte Lingue – Nuove Opportunità, EUNIC ha voluto ricordare soprattutto tre cose: che l’utilizzo della propria lingua è riconosciuto dall’Unione come un diritto fondamentale di tutti i cittadini; che il multilinguismo è un valore, una risorsa, una fonte di opportunità; infine, che l’Unione europea è impegnata a promuovere programmi per fare in modo che un cittadino possa arrivare a comunicare con la lingua materna ed in più con almeno altre due lingue estere.
In questo contesto si è inserita l’iniziativa di un sondaggio mirato condotto per l’occasione dall’EURISPES presso le biblioteche del Comune di Roma, un sistema complesso molto qualificato ed avanzato che fa capo all’Istituzione Biblioteche di Roma, costituita nel 1996. Esso è formato da 55 strutture bibliotecarie, a queste si aggiungono le 20 Biblioteche del sistema carcerario e ulteriori servizi quali Bibliobus, Bibliosms, Biblipass, Biocard.
Lo scopo del sondaggio era di comprendere quale fosse l’atteggiamento prevalente dei frequentatori di una biblioteca pubblica di fronte al problema del multilinguismo, quali interessi, stimoli, incentivi avessero ad apprendere le lingue estere, a cogliere le opportunità legate alla loro conoscenza.
In parallelo si sono cercati elementi specifici per comprendere quale tipo di incentivo può venire al frequentatore di una biblioteca della Capitale, data la grande varietà dell’offerta dei servizi che essa propone.
Il questionario, distribuito e somministrato in 28 delle 34 biblioteche del comune di Roma nel periodo compreso tra il 4 e il 14 ottobre 2011, si compone di due parti: una destinata agli utenti e l’altra ai responsabili e/o agli operatori che lavorano all’interno delle biblioteche. Il campione degli intervistati è composto per la maggioranza (il 57%) da utenti di sesso femminile, che registrano un’eccedenza di ben 14 punti percentuali sulla complementare utenza maschile (43%). Anche se minima, in esso è presente una componente di nazionalità straniera, formata prevalentemente da giovani studenti di genere femminile, che costituisce appena il 4% del totale. Riguardo al titolo di studio, il 47,2% ha un diploma di maturità e il 46,9% una laurea e/o un master. Gli intervistati risultano essere principalmente occupati (il 39,1%) e studenti (il 32,9%), costituendo insieme il 70% del totale, a cui fa seguito il 13,2% di persone “in cerca di nuova occupazione” e “in cerca di prima occupazione”, con una leggera prevalenza della prima modalità (rispettivamente il 9,4% e il 3,8%).
I cittadini hanno risposto con grande interesse all’iniziativa compilando un altissimo numero di questionari. 1.453, di cui, alla verifica statistica finale, 996 sono risultati validamente compilati. Siamo, dunque ai grandi numeri e ad un’alta rispondenza di pubblico.
La richiesta alle biblioteche: in quasi tutte le biblioteche si registra un’alta richiesta di materiale in lingua estera (in lingua italiana da parte degli immigrati).
L’89,4% del totale, afferma di conoscere almeno una lingua straniera. In particolare, il 42,3% dichiara di sapere una lingua estera, il 38,4% due, percentuali che diminuiscono bruscamente all’aumentare del numero di idiomi conosciuti.
Le donne risultano avere una marcia, o meglio, una lingua in più, rispetto agli uomini. Il 57,6% delle donne dichiara di conoscere 2 lingue estere (rispetto al 43,5% degli uomini) e il 21,8% di conoscere tre lingue estere (rispetto al 11% degli uomini).
Andando poi ad indagare se le lingue estere conosciute siano tra quelle parlate all’interno dei paesi dell’Unione europea o meno, si registra una percentuale del 99,8% a favore delle prime, contro un 6,7% di intervistati che afferma di conoscere lingue straniere extra-europee.
Conoscere nuove lingue straniere… Quali? Ben l’85% (842 individui) degli intervistati avrebbe interesse ad apprendere una lingua straniera che non conosce.
Tra le 23 lingue ufficiali dell’Unione europea la voglia di conoscenza si concentra di nuovo su cinque delle lingue appartenenti all’Europa occidentale ante caduta del muro di Berlino: il 43,4% imparerebbe lo spagnolo, il 34,2% il tedesco, il 30,9% il francese, il 28% l’inglese e il 10,1% il portoghese. Mentre il restante 8,6% si distribuisce tra le altre 18 lingue ufficiali Ue.
Saprebbe indicare quali sono le 23 lingue ufficiali dell’Unione europea? Solamente un individuo (lo 0,2%) ne ha fatto l’elenco completo. Nell’analisi delle risposte fornite bisogna tener conto della confusione che la domanda ha generato nei rispondenti. Sono state indicate, infatti, anche lingue di paesi appartenenti all’Europa fisica, ma non appartenenti all’Unione europea.
Il 70% degli intervistati imputa alla insufficienza dell’insegnamento scolastico la difficoltà di sostenere una conversazione in lingua estera, come rilevato per l’Italia da Eurobarometro. La carenza è colmata con il ricorso a corsi di istituti specializzati o soggiorni all’estero, con costi aggiuntivi per le famiglie. Da qui il riconoscimento, tra l’altro, del valore integrativo dei servizi del sistema Biblioteche di Roma, dove il 55% degli intervistati, frequentando la Biblioteca, si trova comunque a consultare libri e riviste in lingua estera.
Fonte: Ufficio stampa EURISPES
(Newsletter inviata il 14 marzo 2012)
