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giovedì, 23 Maggio, 2024

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“L’Arena di pace con il papa e i movimenti” di Giuseppe de Marzo

A Verona, il 17 e il 18 maggio prossimi, i movimenti popolari italiani incontreranno papa Francesco per confrontarsi su democrazia, diritti, lavoro, migrazioni, ecologia e pace. Un appuntamento senza precedenti che avviene nell’ambito della manifestazione Arena di pace. In un momento storico drammatico in cui disuguaglianze ed esclusione sociale non sono mai state così diffuse nel Paese, dove i diritti sociali continuano a essere messi in discussione, la partecipazione diminuisce e la Repubblica minacciata da autonomia differenziata, premierato, tentativo di bavaglio alla libertà di stampa e criminalizzazione di solidarietà e proteste sociali. In un contesto internazionale caratterizzato da una policrisi in cui collasso climatico, disuguaglianze e guerre si tengono e alimentano a vicenda, Arena di pace rappresenta una grande opportunità e una speranza per tutti e tutte.
I movimenti popolari con le loro pratiche e capacità di intrecciare relazioni dal basso ricostruiscono comunità, promuovono convivialità e lottano per la dignità della vita. Francesco li definisce «poeti sociali», indicandoli come unica speranza per la conversione ecologica di cui ha bisogno l’umanità. Non sono avanguardie ma società in movimento nate all’interno delle comunità come risposta ai conflitti ecologici distributivi generati dall’insostenibilità del modello di sviluppo e da un’economia estrattiva che ignora i limiti e le capacità di autorigenerazione della Terra. In questi ultimi anni attraverso forme di mutualismo e contro-solidarietà dal basso hanno spesso rappresentato anche l’unica alternativa per chi si è impoverito o è rimasto solo. I movimenti stanno ridemocratizzando la democrazia attraverso modalità, i linguaggi e forme di partecipazione inclusive e plurali. Mentre in questo momento la politica non sembra avere strumenti e competenze necessarie per impedire che la guerra sia l’unica prospettiva.
Con loro vuole riflettere Francesco a Verona. Non solo sui guasti, ma sulle dinamiche politiche e sul ruolo che proprio i movimenti popolari dovrebbero svolgere in questa nuova epoca. Perché, «se i cittadini non controllano il potere politico nazionale, regionale, municipale, neppure è possibile un contrasto ai danni ambientali». Mentre «i poteri economici continuano a giustificare l’attuale sistema mondiale, in cui prevalgono una speculazione e una ricerca della rendita finanziaria che ignorano ogni contesto e gli effetti sulla dignità umana e sull’ambiente».
Conversione ecologica significa pensare e agire attraverso un approccio culturale sistemico per misurarci con la complessità. «Non serve cercare solamente un rimedio tecnico, isolando cose che nella realtà sono connesse per nascondere i problemi del sistema mondiale. Non possiamo essere sani e vivere bene in un mondo malato.
È questa la potenza del messaggio di Francesco. Ci sono una connessione e una interdipendenza tra tutte le entità viventi fondamentali al mantenimento e allo sviluppo della vita stessa. Non riconoscere questa relazione ha prodotto la crisi etica e di civiltà in cui siamo tutti e tutte. Ne possiamo uscire solo attraverso le lenti dell’ecologia integrale. Sarà allora che «giustizia e pace si baceranno, come recita il Salmo 84 scelto per l’incontro di Verona. Senza giustizia sociale, ambientale ed ecologica non ci può essere pace. Facciamo Eco!

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