Il 25 febbraio 1957 è stato eseguito il primo intervento al mondo di impianto cocleare: così, finalmente, il suono!
Oggi ricorre quindi il 66° anniversario di questo avvenimento storico e festeggiamo la Giornata mondiale dell’Impianto Cocleare.
L’impianto cocleare è un dispositivo elettronico funzionale a ripristinare l’udito in persone con sordità grave che non sono più aiutate dall’uso delle tradizionali protesi acustiche che amplificano il suono. L’impianto cocleare, infatti, trasforma i suoni in segnali elettrici inviati direttamente al nervo acustico ed è composto da due parti: un processore sonoro esterno che cattura i suoni, adattato dietro l’orecchio, e un ricevitore interno che stimola il nervo uditivo che, a sua volta, invia i suoni al cervello e li elabora.
Difficilissimo, sicuramente emozionante, provare a descrivere le emozioni che bambini e adulti, operatori sanitari, educatori, genitori, familiari e amici provano, sia direttamente che indirettamente, scoprendo i suoni.
Storicamente, la prima idea di impianto venne innescata, nel 1780, da Alessandro Volta, che condusse degli esperimenti per la stimolazione elettrica del canale uditivo attraverso canne metalliche che generarono una stimolazione simile all’udito. Come anticipato, bisognerà attendere fino al 1957 per il primo intervento al mondo, ma il risultato forniva solamente una sensazione dei suoni ambientali e, a causa della delusione del paziente, venne rimosso. L’operazione pionieristica dette comunque la possibilità di sviluppare studi e ricerche, finche, nel 1972, negli Stati Uniti, venne elaborato il primo programma di trattamento della sordità al mondo che utilizzava impianti cocleari prodotti su larga scala.
In Italia la storia dell’impianto cocleare prende il via nel febbraio 1983 grazie al primo intervento realizzato all’Ospedale Santa Chiara di Trento, seguito subito dopo dagli interventi di Parma, Bergamo, Bari e Piacenza, grazie agli studi di giovani e illuminati chirurghi, i quali si unirono presto nel Gruppo Impianti Cocleari Italia (divenuto poi Fondazione).
Quarant’anni dopo, ringraziamo e festeggiamo coloro i quali hanno regalato a molti l’indescrivibile emozione di scoprire il suono.
Valeria Zanatta
