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venerdì, 12 Aprile, 2024

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Mettere l’autismo in moto non è la soluzione

Su Altro Pensiero un editoriale di Johnny Roncalli di cui riportiamo un estratto. Qui l’articolo completo.

Non ci fossero di mezzo leggi, decreti e benedizioni governative, tutto quanto passerebbe senza clamori.

All’improvviso ci troviamo tra i piedi l’ennesima terapia miracolosa a favore delle persone autistiche, all’improvviso ci troviamo tra i piedi questa “Freestyle Motocross Therapy”, che i sostenitori traducono liberamente con “psicomotricità in motocicletta”, e all’improvviso la aggiungiamo all’infinita lista delle terapie che negli ultimi anni hanno ricevuto più o meno ingiustificato credito.

Niente per cui perdere il sonno, se non fosse che a invaghirsi dell’ultimo grido è il ministro per le disabilità in persona, Alessandra Locatelli, la quale a proposito delle motorette si dichiara testimone di “gioia, emozione, energia negli occhi di tanti bambini, ragazzi e delle loro famiglie”. E allora che fare?

Non è dato sapere quale sia stato il tortuoso o magari lineare percorso che ha promosso la psicomotricità in motoretta a terapia efficace e certificata, ma di fatto i 10hp diventano decreto e legge. Le due ruote fanno bene all’autismo e sono consigliatissime, per decreto, nero su bianco.

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