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venerdì, 12 Aprile, 2024

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“SpaH e Freeabile per l’inclusione: ‘Ventun giovani disabili pasticceri’ ” di Michele Pusterla

Dalla Valtellina una storia di speranza e inclusione, grazie a “SpaH-Benessere in comunità“ e Freeabile. Progetti unici, a livello nazionale, che rappresentano un faro luminoso per la società e un’oasi d’oppurtunità per chi vi partecipa. Ventuno giovani con disabilità trovano rifugio e sostegno in SpaH, un progetto straordinario che si distingue per la sua visione audace e proiettata verso un futuro di autonomia e realizzazione personale.

“SpaH è il cuore pulsante della nostra comunità – afferma con fierezza il dinamico sindaco di Albosaggia, Graziano Murada -. Qui l’inclusione non è solo una parola, ma una realtà tangibile che permea ogni singolo momento di vita”. A Sondrio dall’impresa sociale “Buona Visione“ è nato Freeabile: ambiente formativo per l’acquisizione di capacità lavorative nell’ambito di pasticceria, bar e ristorazione. Anch’esso è divenuto un importante punto di riferimento per le persone con disabilità, in particolare per quelle desiderose di accedere al mondo del lavoro. La sua missione si concretizza, infatti, nell’inserimento occupazionale, offrendo un’autentica opportunità per mettersi alla prova nell’elegante pasticceria situata in via Ragazzi del ’99, in centro nel capoluogo valtellinese, frequentata oggi da numerosi clienti, soddisfatti dell’offerta ricevuta.

“SpaH – spiega Ornella Forza, presidente di Fondazione Albosaggia – è più di un progetto, è un sogno che si sta realizzando ogni giorno. Certo, richiede sempre grandi fatiche e presenta non pochi ostacoli, ma riserva al tempo stesso enormi motivi di orgoglio. È, infatti, diventato, nel territorio, un punto di riferimento riconoscibile e riconosciuto, capace di dare risposte e di evolvere nel tempo, in un costante scambio di competenze e di esperienze, nel segno dell’apertura verso l’esterno”.

“L’impegno è ampio – aggiunge Murada -. Dietro le quinte pedagogisti, educatori, psicologi e operatori lavorano per garantire il successo a ogni singolo partecipante, fornendo loro la fiducia e le competenze. E, al contempo, educano la società a considerare questi soggetti come parte attiva della comunità”.


Fonte: https://www.ilgiorno.it/sondrio/cronaca/rifugio-orobie-nepal-a7a66680?live

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