La Giornata dedicata a Enzo Tortora e il valore di una memoria condivisa
L’approvazione, da parte della Camera dei deputati, della proposta di legge che istituisce la Giornata nazionale dedicata a Enzo Tortora, ora all’esame del Senato, non rappresenta soltanto un doveroso omaggio a una delle più dolorose vittime di un errore giudiziario. È un gesto di maturità repubblicana che invita il Paese a trasformare una ferita della propria storia in un’occasione permanente di responsabilità comune. La memoria, infatti, non serve a riaprire le divisioni, ma a impedire che esse si ripetano.
Il lungo calvario di Tortora continua a interrogare la coscienza civile della nazione. Dietro quella vicenda si riflettono le sofferenze di tanti cittadini travolti da indagini infondate, da processi interminabili, da assoluzioni giunte quando reputazione, affetti e lavoro erano ormai compromessi. Sbagliare è umano; perseverare nell’incapacità di apprendere dagli errori diventa invece una colpa delle istituzioni. Una democrazia autentica non teme di riconoscere le proprie fragilità: le affronta con umiltà, correggendole attraverso il confronto, la collaborazione e il costante perfezionamento delle proprie regole.
Per questo desta rammarico che un provvedimento di così alto valore simbolico non abbia raccolto un consenso pressoché unanime. La giustizia costituisce uno dei pochi terreni sui quali la politica dovrebbe ricercare concordia anziché contrapposizione. Quando sono in gioco la libertà della persona, la dignità dell’imputato, l’autonomia della magistratura e la fiducia dei cittadini nello Stato, non dovrebbero prevalere appartenenze o convenienze, ma il bene comune.
La Dottrina sociale della Chiesa ricorda che la giustizia è la prima via della carità e che il bene comune si costruisce mediante istituzioni credibili, capaci di garantire uguale tutela a ciascuno. Anche la Scrittura ammonisce: «Non avrai riguardo alla persona nel giudicare; ascolterai il piccolo come il grande» (Dt 1,17). È il fondamento morale dell’uguaglianza davanti alla legge, principio che nessuna democrazia può permettersi di relativizzare.
La Giornata dedicata a Enzo Tortora potrà così diventare molto più di una ricorrenza commemorativa: un appuntamento annuale nel quale Parlamento, magistratura, avvocatura, accademia e società civile si confrontino con lealtà sulle criticità del sistema, trasformando l’esperienza degli errori in occasione di riforma. Solo dal dialogo nasce una giustizia più autorevole; solo dalla collaborazione si rafforza la fiducia dei cittadini.
Il modo più autentico per onorare la memoria di Enzo Tortora non consiste nel coltivare il risentimento, ma nel consolidare uno Stato capace di essere insieme severo e giusto: severo nell’applicare la legge, giusto nel garantirne l’uguale applicazione a tutti, senza pregiudizi, senza protagonismi e senza eccezioni. È in questo equilibrio che si misura la qualità della nostra democrazia e la forza morale della Repubblica.
