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domenica, 14 Aprile, 2024

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Nel tempo della violenza naufraga la dignità umana

Su Sannio Matese Magazine un importante articolo di Gennaro Malgieri sulla violenza. Malgieri è giornalista, saggista e poeta. Ha diretto i quotidiani “Secolo d’Italia” e “L’Indipendente”. Ha pubblicato circa trenta volumi e migliaia di articoli. Ha collaborato con oltre settanta testate giornalistiche. Ha fondato e diretto la rivista di cultura politica “Percorsi”. Ha ottenuto diversi premi per la sua attività culturale. Per tre legislature è stato deputato al Parlamento, presidente del Comitato per i diritti umani e per oltre dieci anni ha fatto parte di organizzazioni parlamentari internazionali, tra le quali il Consiglio d’Europa e l’Assemblea parlamentare per l’Unione del Mediterraneo della quale ha presieduto la Commissione cultura. È stato membro del Consiglio d’amministrazione della Rai. Attualmente scrive per giornali, riviste e siti on line. Riportiamo qui di seguito un estratto della sua riflessione, con link finale all’articolo completo.

No, non c’entra niente il concetto filosofico. Non si parla qui della “levatrice della storia”, né delle riflessioni di Georges Sorel che hanno segnato la storia della cultura e della politica del Ventesimo secolo. Neppure è il caso di scomodare i rivoluzionari di varia tendenza per tentare un approccio ad un tema tanto vasto e così difficile da decifrare. Intendo, molto più modestamente, riferirmi alla quotidianità segnata da un orribile adattamento da parte di tutti noi alla violenza.

Che sia effimera, estesa, sistematica, episodica ha poca importanza. Quel che rileva è la sua carica devastante che ha contagiato le nostre abitudini, i rapporti interpersonali, perfino gli svaghi. Negli stadi e nelle piazze, nelle private dimore, nelle scuole, nelle fabbriche e negli uffici, addirittura nelle aule parlamentari la violenza ha fatto irruzione con la forza di uno tsunami. Fermarla è impossibile. Ci si adatta, quando è il caso, a conviverci considerandola parte della nostra condizione umana. Per quanto possa sembrare assurdo è così.

Nel Rapporto mondiale sulla violenza e la salute (World report on violence and health) pubblicato dall’Organizzazione mondiale della Sanità, ogni giorno più di 500 adolescenti e giovani muoiono a causa di atti di violenza e tra i 3,5 e i 7,5 milioni di giovani vengono ospedalizzati ogni anno per lo stesso motivo. Tra le vittime della violenza, si contano milioni di bambini maltrattati e molestati dai propri familiari adulti e soprattutto donne vittime di innumerevoli abusi privati e pubblici come le deportazioni di massa da parte degli islamisti jihadisti tra la Nigeria ed il Mali, per non parlare del Medio Oriente. Secondo i dati Oms, l’esperienza di abuso sessuale è alla base del 4-5% di depressione, alcolismo e tossicodipendenza negli uomini e del 7-8% tra le donne. Sono tantissime le donne uccise per mano dei propri partner. Un assassinio su due, quando la vittima è una donna, avviene infatti tra le mura domestiche. In alcuni Paesi, quasi il 70% delle donne ha subito una violenza fisica dal proprio partner. Una donna su quattro è stata molestata sessualmente dal proprio partner nel corso della propria vita e quasi un terzo delle adolescenti a livello mondiale sono state forzate ad avere la prima esperienza sessuale.

Anche gli anziani sono spesso soggetti a violenza, sia in famiglia che negli istituti dove passano gli ultimi anni della propria vita. Il numero è molto difficile da stimare, perché il problema è ancora ampiamente  sotto considerato. Il primo passo per prevenire questo genere di violenze è proprio riconoscere la gravità del problema e cominciare a studiare apposite strategie di risposta.

Qui l’articolo completo su Sannio Matese Magazine

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