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lunedì, 12 Ottobre, 2026

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Dall’oratorio a “kaiser Franz”: cosa ha significato Franco Baresi

Il campione morto a 66 anni per una grave malattia. Pochi mesi fa portò la fiaccola olimpica all’apertura dei Giochi di Milano. Il club rossonero: il suo esempio parte integrante del nostro Dna. Ne parla Massimiliano Castellani in un lungo articolo su Avvenire che si può leggere cliccando qui e di cui qua di seguito ne riportiamo un estratto
Alza il braccio Franco, e tutto il Milan ti seguirà. Lo voglio ricordare così Franco Baresi, la bandiera del Milan, l’uomo di calcio, ormai rarità, da “una squadra una vita”. È volato via il Capitano, un cancro se l’è portato via a 66 anni. Ha lottato, come sempre, contro il male, come solo lui sapeva fare. Braccio in alto e cuore impavido oltre l’ostacolo a trascinare la squadra, sempre da uomo libero, di ruolo e di fatto. La sua seconda autobiografia (la prima è Ancora in gioco. Il viaggio interiore del capitano, Sperling & Kupfer) non a caso l’aveva intitolata Libero di giocare (Sperling & Kupfer). Ci vorrebbe un poeta per spiegare a queste generazioni distratte e perennemente con la testa rivolta verso il basso dello schermo del telefonino (i look down) cosa è stato, per noi, Franco Baresi.
Un ragazzo come loro, nato nel 1960, come Diego Armando Maradona, che ha sempre giocato e vissuto a testa alta. Un soffio di poesia, uno di quegli eroi dell’epica che infatti ha incantato persino lo schivo poeta milanese e milanista Milo De Angelis che l’ha omaggiato così: «Quando ero bambino ascoltavo una canzone – Io sono il vento – che mi ricorda Franco Baresi… Baresi è un giocatore epico che per vent’anni, fino all’ultima partita del 1997, ha creato sul campo una potenza corale, una potenza dove tutti venivano coinvolti, una sorta di antica falange rossonera capace di superare ogni ostacolo e di giungere alla porta avversaria come un vento irresistibile e meraviglioso». Un leader silenzioso quanto il suo faro azzurro, Gaetano Scirea. È stato il ministro della difesa del Milan per tutta la sua vita calcistica diventando l’idolo dei tifosi. Per i ras della Fossa rossonera era l’autorevole “Kaiser Franz”. Per i critici del football, il “Beckenbauer italiano”.

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