Di Gaia Simonetti
Giornalista, Fair Play Manager, Comunicazione Area CSR della LND
Sul campo di calcio, scorre la vita. Oltre la partita, fa capolino il cuore. Si prende la scena, fa riflettere e fa commuovere. Il cuore si esprime e parla attraverso le parole di un padre, Luiz Enrique, che ha appena vinto la Champions League con il suo PSG, quando dedica il successo alla figlia che non c’è più. Lei è quella ” stella che illumina la famiglia” e ” con cui ho vissuto 9 anni meravigliosi”. Parole d’amore di un papà, riconoscente per la bellezza che la sua piccola gli ha donato. In quell’istante, come un nastro che torna indietro nel tempo, riaffiorano le immagini di un uomo che correva con la sua bambina con una bandierina da piantare su una tessera del mosaico verde, il campo.
Il mio pensiero è corso anche alla mamma della piccola Xana, che avrei voluto abbracciare fortemente.
L’amore sa oltrepassare il tempo e non si ferma mai. Si unisce al ricordo per trovare una nuova dimora. Si sedimenta nel cuore.
È quanto ho provato con la perdita di un figlio condivisa con altre mamme, con cui ho scritto il libro ” Lettere senza confini”, che raccoglie le missive scritte ai nostri figli, nel loro ricordo, e celebrando la vita con loro.
L’amore è quella forza straordinaria che ci fa riprendere la vita per mano e che ci fa indietreggiare prima del precipizio. Ci spinge ad evitare quel passo in avanti che ci spinge giù.
Il ricordo è una traccia indelebile così come lo è stata una serata di calcio in cui il pallone è stato testimone di una storia di vita. Potente, che entra nel cuore.
