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lunedì, 12 Ottobre, 2026

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Famiglia e produttività: rapporto sbilanciato

di Liliana Ocmin – Responsabile del Coordinamento Nazionale Donne CISL

 

Incremento dell’occupazione femminile e aumento della natalità costituiscono ormai la chiave virtuosa per il rilancio socio-economico del Paese.

Per questo motivo dobbiamo avere la forza politica e culturale di scardinare quel pregiudizio ancora persistente secondo cui lavoro e vita privata siano incompatibili e conflittuali e che la produttività sul lavoro sia connessa all’allentamento dei vincoli e delle dinamiche affettive.

Ma poiché per il sostegno e la tenuta del tessuto familiare riveste priorità proprio il lavoro, occorre sviluppare adeguati percorsi di conciliazione tra le due sfere. Non a caso, al centro del nuovo concetto di welfare europeo vi è il cosiddetto work-life balance, cioè la ricerca di un equilibrio tra l’ambito personale e quello lavorativo esteso lungo tutto il corso di vita di una persona. La stessa Unione Europea considera la conciliazione un fattore determinante per il rilancio dell’occupazione, con particolare riferimento a quella femminile il cui tasso proprio in Italia si attesta ormai al 46% a livello nazionale e che scende ad una media del 30-35% in diverse aree del Mezzogiorno.

Bisogna favorire, in sostanza, una nuova dimensione del lavoro, inteso non solo come possibilità di accesso al reddito e quindi alla definizione della solidità economica familiare, ma come luogo privilegiato in cui è possibile costruire il benessere delle persone, delle loro famiglie, delle imprese e dei territori.

All’interno delle diverse tipologie contrattuali è necessario discutere del rapporto di lavoro, delle tutele per la maternità, della facilitazione degli orari e del sostegno nell’accesso ai servizi alla persona.

Occorre adeguare i servizi ai bisogni dei lavoratori, delle lavoratrici e delle aziende, riallineando l’organizzazione del lavoro affinché sia possibile conciliare le necessità di tutte le parti, attuando politiche di sostegno alle famiglie e di incentivi alle imprese che promuovono misure di flessibilità e conciliazione su cui come Cisl stiamo investendo.

La conciliazione rappresenta uno strumento non solo per rendere compatibile lavoro e vita privata e per dare maggiore impulso all’occupazione femminile, ma per sviluppare anche una dinamica di minori costi a carico delle famiglie.

La questione che vogliamo porre è quella di un Welfare premiante che vada incontro alle esigenze delle famiglie, delle imprese e dei territori; un welfare che offra servizi di compensazione, che riconosca – anche attraverso la leva fiscale – i comportamenti virtuosi orientati alla conciliazione e in generale a tutte le attività dirette a mettere in connessione famiglia e lavoro, professioni e vita privata.

Occorre quindi un approccio complessivo che sappia tenere insieme azioni di riforma del welfare, nuovo modello contrattuale, incentivazione fiscale alle famiglie e sostegno alle imprese che si spendono per attuare politiche family friendly.

Ecco perché come Cisl abbiamo firmato presso il ministero del Lavoro lo scorso 7 marzo l’Avviso Comune in materia di ”Nuove relazioni industriali e di lavoro a sostegno delle politiche di conciliazione tra famiglia e lavoro”; un accordo che ha ottenuto l’adesione di tutte le organizzazioni sindacali e datoriali chiamate a dare il proprio contributo di idee e di soluzioni al tavolo di confronto istituito nell’ambito di ”Italia 2020 – Programma di azioni per l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro”.

Si tratta, a nostro giudizio, di una tappa fondamentale che va nella direzione auspicata dalla Cisl di dare vita ad una nuova stagione contrattuale e ad un rinnovato dialogo sociale basato su relazioni industriali partecipative, su regole e procedure condivise al fine di determinare un migliore governo del conflitto e una proficua valorizzazione del capitale umano.

Dobbiamo essere consapevoli di una questione di fondo, e cioè che una soluzione coerente al tema della conciliazione necessita inevitabilmente di una politica largamente condivisa. Diventa sempre più urgente, quindi, avviare una riflessione generale in cui ci sia il contributo di tutti, società civile e istituzioni, per vincere questa grande sfida di civiltà che vede, come sempre, la Cisl in prima linea.

(Articolo apparso su Conquiste del Lavoro del 2/3 aprile 2011)

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