Esiste una faccia ancora in gran parte nascosta della Resistenza italiana: quella costituita dalle donne appartenenti alle grandi famiglie dell’aristocrazia liberale. Colte, raffinate, ma anche dotate di notevoli capacità organizzative, cresciute in salotti aperti ed anticonformisti prima e durante il ventennio fascista, dal 1943 esse furono animatrici di varie reti logistiche alla base della guerra partigiana. Il volume ricostruisce le vicende di alcune di loro, che svolsero ruoli rilevanti nell’organizzazione Franchi di Edgardo Sogno, come in altri nuclei resistenziali attivi in Italia settentrionale. Donne che, in gran parte, nel dopoguerra tornarono alla vita privata, nella generale crisi delle vecchie élites davanti all’avanzata dei partiti di massa.
Intorno alla partecipazione del Partito liberale alla Resistenza c’è stata una vera e propria forma di ostracismo. Nel 1972 Sandro Pertini a proposito dei combattenti liberali scriveva: «Uomini e donne leali, disinteressati e coraggiosi senza esibizionismi, che tutto hanno dato alla causa della libertà senza nulla chiedere ed è per questo che diciamo che dovrebbero essere oggetto di maggiore attenzione e di rivalutazione da parte della nuova storiografia».
Questo libro di Rossella Pace colma non solo un vuoto rispetto a questa parte misconosciuta della Storia della Resistenza, ma lo fa anche da una prospettiva ancor meno conosciuta quella che mette in luce il ruolo delle donne di estrazione liberale.
Il libro tuttavia non si limita a inserire la partecipazione delle donne liberali nel quadro più ampio della storiografia della resistenza perché – come osserva l’autrice – ciò vorrebbe significare sminuirne ulteriormente il ruolo e, in qualche misura, ghettizzarle. «L’analisi delle fonti primarie – scrive Rossella Pace – ha evidenziato non solo che molte partigiane liberali agivano in proprio ed in funzione coadiuvante degli uomini, ma inoltre che anche esse, al pari di comuniste, socialiste, azioniste, cattoliche ebbero un ruolo di primo piano nell’organizzazione, nel coordinamento, nella direzione della lotta».
