È morta oggi a Roma, a 78 anni, Emma Bonino, una delle figure più coraggiose e riconoscibili della politica italiana. Nata a Bra il 9 marzo 1948, protagonista per oltre mezzo secolo delle battaglie radicali per i diritti civili, è stata parlamentare italiana ed europea, vicepresidente del Senato, commissaria europea e ministra degli Esteri nel governo Letta. Il suo nome è stato più volte indicato anche per il Quirinale, in particolare nel 2013, quando fu tra le candidature più sostenute dall’opinione pubblica.
Bonino sì è impegnata fortemente nelle battaglie per la legalizzazione dell’aborto e del divorzio, nella lotta contro la pena di morte, per battere la fame nel mondo e le mutilazioni genitali femminili, sempre difendendo i diritti delle donne e credendo fortemente nell’idea di una europa forte e unita . Una vita vissuta come una lunga sfida contro ciò che, secondo lei, limitava la libertà individuale di ciascun individuo.
Accanto alla combattente politica c’era anche una dimensione privata, più discreta e meno conosciuta. Negli anni Settanta Bonino scelse di accogliere nella propria vita due bambine, Aurora e Rugiada, prendendole in affido e accompagnandole per un lungo periodo della loro infanzia. Un’esperienza importante, che racconta anche il lato più personale di una donna abituata a spendersi per gli altri e a trasformare le proprie convinzioni in scelte concrete.
A ricordarla con particolare affetto è Paola Severini Melograni, insieme alla squadra di “O Anche No” e la Redazione di Angelipress, che ne evidenzia il lavoro, la forza, la libertà di pensiero e quello spirito indomito che l’ha accompagnata fino alla fine. Nel corso degli anni, Severini Melograni ha condiviso con Bonino numerosi contesti di confronto pubblico, istituzionale e culturale, incontrandola in diverse iniziative dedicate ai diritti civili, alla politica internazionale e alla geopolitica. Tra questi, anche il convegno organizzato dalla rivista Formiche in occasione dei vent’anni dall’intervento della NATO in Kosovo, trasmesso da Radio Radicale, nel quale entrambe intervennero per analizzare, tra gli altri temi, le dinamiche degli aiuti umanitari.
Un legame passato anche dalla prima edizione de “I Dialoghi a Spoleto”, dove Bonino fu protagonista di uno degli incontri dedicati alle donne e al loro ruolo nella società.
Emma Bonino lascia così il segno di una donna capace di combattere senza risparmio, spesso controcorrente, ma sempre convinta che i diritti non fossero mai acquisiti per sempre e che per difenderli fosse necessario continuare a lottare, giorno dopo giorno.
“Con Emma Bonino scompare una grande testimone della vita politica italiana. Una donna forte e determinata in tutte le battaglie a cui ha legato il suo nome, in Italia e in Europa. Non sempre ne ho condiviso gli obiettivi e lo spirito, e in molte occasioni ho combattuto per ideali opposti ai suoi, contrastando una visione della vita e della libertà molto diversa. Ad Emma Bonino mi unisce però il ricordo della sua ultima legislatura in Senato, la XVIII. Abbiamo collaborato nella Commissione speciale sui Diritti umani, individuando temi forti in cui, pur partendo da prospettive diverse, è stato sempre possibile lavorare in modo creativo e costruttivo. Per esempio, sostenendo le donne in carcere e tutelando i loro figli, proponendo soluzioni alternative, opponendosi ai matrimoni precoci, o difendendo i diritti delle donne in Afganistan, in Iran, dovunque fosse possibile. La ricordo in Senato con la sigaretta sempre accesa, nell’unico salottino in cui era possibile fumare, con i suoi turbanti coloratissimi e sempre eleganti, entrambi legati, come causa e come effetto ad una malattia contro la quale ha continuato a lottare fino alla fine, ma senza mai rinunciare caparbiamente a quella sigaretta diventata, anche lei un simbolo di libertà. Ma anche su questa avevamo punti di vista diversi: tante volte ne abbiamo parlato, ma non ha mai accettato limitazioni di sorta, neppure sotto forma di consiglio da parte di una collega medico”. Lo dichiara la Sen. Paola Binetti presidente onorario dell’Unione di Centro.Dichiarazione di Rita Bernardini, Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti
Per decenni, attraverso il suo impegno nel Partito Radicale al fianco di Marco Pannella, Emma Bonino è stata protagonista di fondamentali conquiste civili, democratiche e liberali. Battaglie che hanno contribuito al progresso del nostro Paese e che, grazie alla sua autorevolezza e alla dimensione transnazionale della sua azione, ne hanno rafforzato il prestigio in Europa e nel mondo.
Nel 1993 fondò Nessuno tocchi Caino insieme a Marco Pannella, Mariateresa Di Lascia e Sergio D’Elia. Da allora non ha mai fatto mancare la sua adesione all’associazione né il suo concreto impegno per l’abolizione della pena di morte nel mondo: una battaglia culminata, nel 2007, nello straordinario risultato ottenuto all’ONU con l’approvazione della risoluzione per la moratoria delle esecuzioni capitali.
Nessuno tocchi Caino esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Emma Bonino e si stringe con affetto ai suoi familiari e ai suoi amici. Siamo convinti che il modo più autentico per onorarne la memoria e continuare a far vivere la sua opera sia proseguire, con la stessa determinazione, le battaglie e gli obiettivi che abbiamo condiviso.
