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giovedì, 22 Febbraio, 2024

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Ambasciatore Di Ruzza commemora giornalisti RAI uccisi a Mostar nel trentesimo anniversario della loro scomparsa

Bosnia-Erzegovina. Ambasciatore Di Ruzza commemora giornalisti RAI uccisi a Mostar nel trentesimo anniversario della loro scomparsa.

Su iniziativa dell’Ambasciata d’Italia in Sarajevo, si e’ svolto a Mostar un evento per onorare la memoria del giornalista Marco Luchetta e dei due operatori Dario D’Angelo e Alessandro Saša Ota, della sede RAI di Trieste, in occasione del trentesimo anniversario della loro uccisione, che li’ avvenne il 28 gennaio 1994 durante il conflitto in Bosnia-Erzegovina. Come ogni anno, la ricorrenza e’ stata organizzata in collaborazione con le Autorita’ della Citta’ di Mostar.

Mentre erano intenti a realizzare un reportage per documentare le sofferenze dei bambini vittime della guerra nella ex Jugoslavia, i tre connazionali si trovarono in mezzo ad un conflitto d’artiglieria in una Mostar Est stretta d’assedio e vennero raggiunti da un colpo di mortaio che non diede loro scampo. Il bambino che si trovava al momento con loro, Zlatko Omanovic, pur colpito da alcune schegge, rimase invece illeso, trovando un provvidenziale scudo proprio nel corpo dei tre cronisti. Il piccolo Zlatko sarebbe stato poi il primo bambino assistito dalla Fondazione Luchetta-Ota-D’Angelo-Hrovatin, che opera tuttora a Trieste promuovendo iniziative sociali ed umanitarie, specie a favore di bambini e bambine vittime di conflitti.

La troupe della RAI era entrata a Mostar est, la parte musulmana della citta’, con un convoglio umanitario scortato dalla Missione ONU, dopo che era stato annunciato un cessate il fuoco, che, come spesso accadde durante quel conflitto, venne presto violato. Pochi mesi prima, nel novembre 1993, la guerra aveva impietosamente distrutto il Ponte Vecchio di Mostar, storico e suggestivo simbolo cittadino.

La sobria e toccante cerimonia, tenutasi proprio nello spiazzo ove la granata ha ucciso gli inviati RAI, e’ stata presieduta dall’Ambasciatore d’Italia Marco Di Ruzza alla presenza del Sindaco di Mostar, Mario Kordic. Presenti alcuni familiari delle vittime giunti dall’Italia, tra i quali la signora Daniela Schifani Corfini, vedova Luchetta nonche’ Presidente della predetta Fondazione, e la signora Milenka Ota, vedova di Alessandro Saša Ota. Prima della commemorazione il gruppo dei familiari – accompagnato dall’Ambasciatore – e’ stato ricevuto dal Sindaco, che ha espresso loro il cordoglio e la vicinanza della citta’. Alla celebrazione hanno altresi’ partecipato esponenti della comunita’ internazionale (UE, OSCE e UNDP), il Console onorario italiano a Mostar, organizzazioni della societa’ civile – alcune provenienti dall’Italia – mezzi di informazione e numerosi cittadini.

Varie corone floreali sono state poste ai piedi della targa che rievoca la memoria dei cronisti RAI. Nel suo intervento, l’Ambasciatore ha ricordato i tre operatori dell’informazione come esempio fulgido di un giornalismo libero, coraggioso e tenace, il cui obiettivo era documentare gli orrori di quell’assurda guerra fratricida e le drammatiche conseguenze che essa provocava alla gente comune, senza differenziazioni politiche, etniche o religiose. Un lavoro, dunque, nel quale la dedizione professionale e l’impegno civile andavano di pari passo.

„Il ricordo di Luchetta, D’Angelo ed Ota – ha affermato Di Ruzza – sia motivo ispiratore per tutti coloro che si impegnano per portare avanti concreti processi di riconciliazione e pacificazione in Bosnia-Erzegovina. E’ fondamentale che il Paese possa stabilmente evolvere in una moderna societa’ cosmopolita e pluriculturale, lasciandosi alle spalle la stagione degli odi etnici, per guardare con fiducia alla sua prospettiva europea, ora che la Bosnia-Erzegovina gode ufficialmente dello status di candidato all’adesione all’UE“. A tale proposito, Di Ruzza ha ribadito il convinto sostegno italiano alle aspirazioni europee della Bosnia-Erzegovina e dell’intera regione balcanica. Con l’occasione sono stati anche ricordati gli storici legami di amicizia che legano gli italiani alla Citta’ di Mostar. Significativamente, l’Italia e’ stato il primo Paese donatore nell’azione di solidarieta’ internazionale che ha permesso la riedificazione del Ponte Vecchio, riaperto il 22 luglio 2004, e oggi emblema della ripristinata collaborazione cittadina tra le comunita’ cristiane e musulmane.

Emozionante ed incisivo il messaggio che Andrea Luchetta, figlio di Marco Luchetta e giornalista della RAI, ha letto a nome della famiglia: „Mostar per me e mia sorella e’ nostro padre. Mostar e’ l’empatia che ci ha insegnato a provare. Mostar sono gli uomini che hanno rifiutato di uccidere e i cittadini che hanno nascosto i perseguitati. Mostar e’ chi crede in una comune radice umana“.

A conclusione della cerimonia, l’Ambasciatore – insieme alla delegazione giunta dall’Italia – ha visitato alcune associazioni di volontariato che operano nel territorio a favore di persone con disagio sociale, donne vittime di violenza e bambini con disabilita’ e le cui attivita’ sono sostenute da ONG italiane.

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