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giovedì, 22 Febbraio, 2024

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QI in diminuzione, quali sono le possibili cause?

l QI è il parametro più conosciuto e utilizzato per misurare la nostra intelligenza, soprattutto nel mondo occidentale. Grazie agli studi di James Robert Flynn, tra il 1938 e il 1985 in tutto il mondo industrializzato si dimostrò una crescita dell’intelligenza nella popolazione: l’effetto Flynn.

Ma dai primi anni duemila c’è stata una inversione di tendenza, il quoziente intellettivo della società industrializzata è iniziato a calare a tal punto che il fenomeno ha preso un nome: effetto Flynn inverso (Teasdale T., Owen D., 2005). Insomma possiamo dire che da circa dieci anni i figli stanno crescendo meno intelligenti dei genitori. Varie sono state le cause ipotizzate: genetica, alimentare, inquinamento.

Nel 2018 la ricerca ‘Flynn effect and its reversal are both environmentally caused’  (Bratsberg B. e Roberger O. due autori del Ragnar Frisch Centre for Economic Research dell’Università di Oslo) ha confermato che le cause dell’effetto Flynn inverso sono da individuare in fattori ambientali.

Quali sono i fattori ambientali?

Uno dei principali, la cui situazione è allarmante, è l’impoverimento del linguaggio. Sappiamo oramai da tempo e grazie a tantissimi studi quanto il pensiero e la capacità di pensare sia legata al linguaggio.

Il linguaggio è il principale strumento dell’elaborazione mentale e il suo nutrimento è la memoria, la quale tuttavia senza elaborazione mentale necessariamente diminuisce. Insomma un bel circolo non solo vizioso ma riduzionistico.

L’impoverimento a cui si assiste, infatti, non riguarda solo il vocabolario, cioè la quantità di termini di cui facciamo uso, ma anche e soprattutto la scomparsa di elaborazione linguistica, come ad esempio la perdita dei tempi e dei modi verbali.

Congiuntivo, condizionale sono sempre più obsoleti e scorrettamente rimossi, l’imperfetto, i participi, i futuri composti… la riduzione del verbo, quindi dell’azione, è quasi sempre ridotta al presente, semplificando il pensiero ad un persistente ‘qui ed ora’ che toglie qualsiasi proiezione, ipotesi, imperfezione e quindi accrescimento.

Perdendo il congiuntivo (‘che congiunge’) , il cui scopo è quello di esprimere un dubbio, un’incertezza, un’ipotesi, perdiamo il pensiero della possibilità, della esortazione, della motivazione. Perdendo il condizionale, quel modo che indica la condizione che deve esser soddisfatta perchè un evento accada, perdiamo la capacità di percepire e concepire il limite, di prendere atto che la nostra condizione è appunto limitata. Perdendo il participio, perdiamo l’indefinitezza, così come perdendo l’Imperfetto perdiamo il ‘per sempre’ che nell’uomo da sempre stimola i più grandiosi pensieri e le più profonde riflessioni.

Ecco che la complessità linguistica che stiamo perdendo porta a una regressione a livelli precedenti di evoluzione, più semplicemente, la perdita di linguaggio porta una involuzione. Se perdiamo la complessità del pensiero torniamo all’azione, se perdiamo la capacità di comunicare, di spiegare, torniamo all’agito.

Forse risiede qui la causa dell’aumento e del ricorrere alla violenza: se non posso scaricare la mia tensione comunicandola, se non posso parlare per dimostrare le mie ragioni…non mi resta che aggredire. La violenza allora declina in ogni ambito.

Nel mio lavoro trovo conferma quando mi accorgo che la prima parte di qualsiasi psicoterapia è, oramai, dedicata all’alfabetizzazione delle emozioni, cioè ad imparare a descrivere cosa sento, cosa provo, ma anche cosa desidero, cosa farei, cosa vorrei, se lo facessi, se lo sapessi…

Insomma oggi la psicoterapia sembra farsi carico di questo impegno, cioè dedicandosi ad una terapia espressiva tenta di riabilitare questo grande decadimento, tra le cause probabilmente degli eventi che alimentano la nostra cronaca nera.

Riprendiamo da dove ci siamo fermati, dove fummo, immaginiamo dove saremo, condizionati da un ‘se’ saremo, allora potremo essere.


Fonte: https://www.huffingtonpost.it/blog/2024/01/13/news/allarme_qi_i_figli_sono_meno_intelligenti_dei_genitori-14807954/

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