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giovedì, 15 Ottobre, 2026

fondato e diretto da Paola Severini Melograni

Paola Severini Melograni: “I bulli? Come alieni, ma bisogna parlare con loro”. L’intervista sul Corriere dello Sport

I ragazzi di Radioimmaginaria hanno parlato di sport e bullismo con Paola Severini Melograni, direttore di AngeliPress, che da sempre si impegna nelle battaglie per i diritti del Terzo Settore.

 Lo sport è pieno di bullismo. Non è ora di risolvere questo problema?

«Sì, ma ci vuole tempo. Quest’anno la Lega serie A ha realizzato per la prima volta in Italia una iniziativa “Keep racism out” insieme con l’Unar (ufficio antidiscriminazioni razziali) coinvolgendo le squadre normal e special per combattere gli episodi di razzismo. Siamo solo all’inizio e si tratta di costruire un lavoro che nessuno ha mai fatto prima, dobbiamo tutti essere uniti»

Essere scelti sempre per ultimi a educazione fisica non è bello! Anche questa è una discriminazione?

«Non tutti possono essere dei campioni e valutare i propri limiti è un modo per crescere. I ragazzi però devono essere sempre valorizzati e per questo servono dei professori più comprensivi. Pensate ad una classe dove c’è un ragazzo disabile, lui potrebbe essere un ottimo arbitro o un bravissimo coach!»

 Quindi una classe dove tutti sono inclusi può esistere!

 «Certo, vanno inventati modi alternativi. Durante la Dad ho conosciuto un ragazzo disabile, mi ha detto che a scuola veniva sempre messo da parte, ma con il Covid finalmente si era sentito uguale agli altri perché i suoi compagni vedevano solo la sua faccia e non la sua carrozzina. Spesso da momenti così difficili nascono nuove soluzioni».

 E gli sport paralimpici?                                                           

 «Il mondo paralimpico è fondamentale, solo nel calcio negli ultimi mesi da poche centinaia di tesserati siamo arrivati a più di 3000 ed è proprio sulle squadre “special” che dobbiamo puntare perché riuscire ad accettare la diversità è l’unico modo per smontare i bulli. In molti casi i più deboli sono proprio loro».

 In che senso?

 «I comportamenti dei bulli sono una nostra responsabilità! Va trovato un linguaggio alternativo, un varco che ci permetta di entrare in comunicazione con loro, come se dovessimo parlare con degli alieni. Questa è la sfida più difficile. Se continuiamo ad ignorarli o a giudicarli non ci sarà più nulla da fare e avremo perso tutti quanti».

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